Cucina regionale: il Piemonte
Toma Piemontese
Il termine “toma” è usato per indicare
prodotti caseari in diverse regioni italiane e nella
Savoia, attualmente in territorio francese (anche se era italiano fino
alla metà del XIX secolo). L’origine di questo termine
non è certa, anche se potrebbe a che fare con alcune fasi della
caseificazione; attualmente, comunque, indica un formaggio tradizionale
prodotto in Piemonte fin dall’epoca romana.
La toma piemontese è un formaggio a pasta semicotta prodotto
a partire da latte vaccino, che ha ottenuto la certificazione
DOP nel 1996. Quest’ultima prevede due tipologie diverse
di Toma, una prodotta con latte intero, l’altra con latte parzialmente
scremato, entrambe stagionate dai 15 ai 60 giorni.
La Toma prodotta con latte intero presenta una crosta
liscia, elastica e di colore variabile tra il giallo paglierino e il
rosso tendente al marrone. Ha una pasta bianco – giallastra abbastanza
morbida, con occhiatura fitta e minuta, dal sapore e aroma piuttosto
dolce e delicato.
La tipologia che impiega il latte parzialmente scremato,
detta anche “semigrassa”, ha invece una crosta piuttosto
rigida e spessa, di colore rossiccio o paglierino carico. La pasta è
piuttosto compatta, di colore bianco – giallastro e sapore aromatico
e deciso.
La Toma può essere consumata come formaggio da tavola oppure
essere inclusa in ricette come condimento per pasta,
ripieno per sfoglie o altre specialità regionali
piemontesi, ad esempio la cipollata
monferrina o il tomino
in padella.
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