Cucina regionale: le Marche
Prosciutto di Carpegna
Il prosciutto crudo di Carpegna è un prodotto di
alta qualità analogo al Prosciutto di Parma e al San Daniele;
viene prodotto almeno fin dall’epoca romana nella
zona intorno al Comune di Carpegna, un piccolo centro di 1500 abitanti
sull’Appennino, in provincia di Pesaro Urbino.
I boschi circostanti abbondano di querce, da cui si
ricavano le ghiande che sono state per secoli l’alimento
principe dei suini. Peraltro, alcune leggi emanate dai signori di urbino
nel XV secolo proibivano di vendere la carne di maiale fuori dal comprensorio
locale, quindi la conservazione a lungo termine era praticamente un
obbligo, ed ha avuto modo di affinarsi attraverso i secoli.
Ancora oggi il processo produttivo segue i canoni tradizionali anche
se è stato industrializzato negli anni ’70. Dopo la macellazione,
il prosciutto subisce una serie di salagioni seguite da lavaggi, al
termine delle quali la zona non coperta dalla cotenna è ricoperta
con uno speciale stucco formato da strutto, farina
e aromi naturali (è la zona grigio – marrone che si vede
nelle vicinanze del fiocchetto).
Dopo la lavorazione, il prosciutto è stagionato per almeno
8 mesi, senza l’impiego di alcun additivo o conservante
artificiale. Il Consorzio di Tutela distingue due varietà, differenziate
leggermente per tecnica di lavorazione e in maniera più significativa
per le caratteristiche gustative.
Il Prosciutto di Carpegna San Leo ha un gusto piuttosto
dolce e delicato, ed è il più adatto ad essere consumato
tal quale, Mentre il Prosciutto di Carpegna La Ghianda
ha un sapore più intenso e deciso, e si presta quindi meglio
all’abbinamento con delle fette di buon pane casereccio a lievitazione
naturale.
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