Cucina regionale: La lombardia
La parola Bitto probabilmente deriva dal celtico "Bitu",
che significa “perenne”. Era la denominazione di un torrente
ma anche di alcune valli attualmente in provincia di
Sondrio, dove è iniziata la produzione di questo straordinario
formaggio.
Le sue origini si fanno risalire all’epoca della conquista romana
del Nord Italia: i Celti che abitavano la Pianura Padana
si sono rifugiati sulle montagne e, già esperti nella produzione
di formaggi, hanno sfruttato l’ampia disponibilità di
pascoli in quota per assicurarsi una riserva alimentare di
lunga durata.
In effetti il Bitto è l’unico formaggio al mondo che può
essere stagionato per più di 10 anni, e rappresentava
pertanto un’importante risorsa per i periodi di carestia. Anche
se il disciplinare di DOP estende la zona di produzione a tutta la Valtellina,
un gruppo di casari rispettosi della tradizione ha deciso di adottare
un regolamento più severo.
Anche se il loro marchio “Valli del Bitto” non compare più
sulle forme, Slowfood tutela i loro formaggi con un proprio Presidio,
per distinguerli dalla produzione “di massa” che tuttavia
ha limiti meno stringenti per quanto riguarda le condizioni di allevamento
e foraggiamento del bestiame.
Il metodo tradizionale utilizza latte vaccino con aggiunta di latte
caprino (dal 10 al 20% del totale), da utilizzare non più
di mezz’ora dopo la mungitura, cioè evitando di
farlo raffreddare. Inoltre, perché il latte abbia la consistenza
desiderata, le mucche non devono stancarsi.
Dato che i pascoli sono molto ampi e non sempre è possibile raggiungere
la “casera” (baita di montagna adibita a caseificio artigianale)
in tempo, il casaro ricorre ai “calècc”,
delle strutture realizzate con muretti a secco che vengono attrezzate
con una tenda per il tempo necessario ad esaurire un pascolo.
In questi ricoveri di fortuna, in cui il casaro passa la notte, si mette
il paiolo necessario alla caseificazione, che avviene immediatamente
dopo la mungitura. Quando gli animali hanno brucato tutta l’erba
disponibile, la tenda viene smontata e si passa a un altro pascolo (e
un altro calècc).
Le forme di formaggio sono quindi portate, a spalla o a cavallo, alla
“casèra” posta solitamente a fondovalle, dove stagioneranno
da 3 mesi a diversi anni, a seconda dell’uso che si vuol
fare del formaggio. Il Bitto fresco è un ottimo formaggio da
tavola, morbido e leggermente piccante. Può essere impiegato
anche in numerose ricette regionali, oppure cotto alla piastra.
Il Bitto stagionato tende ad avere una consistenza dura e un sapore
molto più deciso: pertanto, è un classico formaggio da
grattugia.
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