Cucina regionale: l'Emilia Romagna
Fungo Porcino di Borgotaro
Il Fungo Porcino di Borgotaro è un prodotto naturale
di qualità superiore. Insignito di Igp (Indicazione
geografica protetta) dal 1993 e tutelato dall'omonimo Consorzio, cresce
nei boschi cedui della Val Taro. Si raccoglie nelle province di Parma
e Massa Carrara in boschi allo stato puro o misti di
latifoglie e conifere.
Il "Fungo Porcino di Borgotaro" è
formato dal carpoforo allo stato fresco di quattro specie
del genere Boletus (sez. Boletus secondo Moser) che nascono naturalmente
nei boschi cedui e di alto fusto della zona geograficamente delimitata.
Varietà
Tutte le varietà che rappresentano il prodotto a indicazione
geografica protetta sono caratterizzate da odore pulito, non
piccante e senza inflessioni di fieno, liquerizia, legno fresco.
1- Boletus aestivalis (Paulet) ex Fr. o anche Boletus reticulatus
(Schaeffer) Boud
Chiamato dialettalmente "rosso" o "fungo del
caldo" nel versante emiliano e "selvo" in quello toscano.
Cappello dapprima emisferico, poi convesso-pulvinato; cuticola pubescente
secca (viscida con la pioggia, screpolata con il secco); colore
nocciola, castano, bruno-castano, più o meno uniforme.
Gambo sodo, prima ventricoso, poi più slanciato
cilindrico od ingrossato alla base, dello stesso colore del cappello,
ma a toni più chiari, interamente percorso da un reticolo, quasi
sempre molto evidente, a maglie biancastre che, scendendo, tendono ad
assumere il colre della cuticola.
Carne di consistenza più soffice rispetto ad altri porcini,
bianca e senza sfumature sotto la cuticola del cappello; odore e sapore
fungini molto gradevoli;
Habitat: in prevalenza nei castagneti; epoca di produzione:
maggio-settembre.
2- Boletus pinophilus Pilat e Dermek o anche Boletus pinicola
Vitt.
Chiamato dialettalmente "moro" ed in italiano "brisa
mora". Cappello da emisferico a convesso-appianato: cuticola colore
granata, bruno-rossiccia, vinosa, tomentosa prima, glabra e
secca poi, rivestita spesso da pruina biancastra poco aderente.
Gambo massiccio e sodo, tozzo, con reticolo di colore bianco in alto
e che, scendendo, assume le tonalità vinose della cuticola. Talvolta
il reticolo è limitato alla sola parte superiore dello stipite.
Carne bianca, immutabile, bruno-vinosa sotto la cuticola
del cappello; odore fungino poco marcato, sapore dolce e delicato.
Habitat: la forma estiva, più tozza e con cuticola più
scura, è presente da giugno in prevalenza nel castagneto;
quella autunnale, più slanciata e con cuticola più arrossata,
cresce di preferenza nel faggeto e sotto l'abete bianco.
3- Boletus aereus Bulliard ex Fr.
Chiamato dialettalmente "magnan" ed in italiano "bronzino".
Cappello emisferico, poi convesso, infine piano-allargato; cuticola
secca e vellutata, colorazioni bronzeo – ramate specialmente
negli esemplari adulti;
Gambo sodo, prima ventricoso poi cilindrico, con reticolo di color bianco
che scendendo assume il colore bruno-ocraceo della
cuticola;
Carne soda, bianca, immutabile, odore profumato, sapore
fungino intenso e purissimo.
Habitat: in prevalenza nei querceti e nei castagneti,
presente da luglio a settembre: è la specie più xerotermofila
rispetto alle altre specie di Boletus.
4- Boletus edulis Bulliard ex Fr
Dialettalmente prende il nome di "fungo del freddo",
in particolare la "forma bianca". Cappello prima emisferico,
poi convesso-appianato; superficie glabra e opaca, un pò vischiosa
a tempo umido; cuticola non separabile, con colorazione variabile dal
bianco-crema al bruno-castano con tutte le tonalità intermedie.
Gambo sodo, panciuto prima, allungato poi, con reticolo bianco che tende
a rimanere tale o, al massimo, ad avvicinarsi al nocciola chiaro verso
la base dello stipite.
Carne soda, bianca, immutabile, con odore delicato e sapore
tenue.
Habitat: nei boschi di faggio e castagno, presente
da fine settembre alla prima neve; sono rare le forme estive.
Utilizzi in cucina
I porcini raccolti nelle stagioni più propizie (estate
ed autunno) essiccati o utilizzati freschi entrano a far parte di tutti
i menù tradizionali di montagna. Per la sua
qualità il suo nome ha valicato i confini della Val Taro: è
infatti uno dei prodotti tipici di Parma più famosi nel mondo.
A tavola con il Porcino di Borgotaro si esalta il gusto della tradizione;
dall'antipasto alle altre portate, cuochi famosi si
sono cimentati ad interpretare questo prodotto con squisite varianti
dei temi cari alle consuetudini di montagna: sott'olio, in padella,
alla piastra crudo in fette sottilissime, a tu per tu con scaglie di
Parmigiano Reggiano. E poi ancora nel sugo delle tagliatelle,
coi tortelli, il riso o gli gnocchi di patate.
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