Cucina regionale: La Valle d'Aosta
La Fontina
La Fontina valdostana è uno dei formaggi più
famosi e più imitati d’Italia. Esistono in commercio dei
“cloni” industriali più o meno riusciti,
spesso con nomi ingannevolmente simili all’originale, ma assolutamente
incomparabili dal punto di vista organolettico e gustativo. E’
il caso della maggior parte dei formaggi denominati “fontina”
(con la “f” minuscola per non incappare in guai
legali) e utilizzati per farcire panini e toast serviti in
migliaia di bar, pub e simili.
Il prodotto originale è notevolmente diverso (e decisamente migliore):
viene prodotto in Valle d’Aosta sin dal XIII secolo, ed ha ricevuto
la certificazione DOP nel 1996. Si può riconoscere
la vera Fontina dal marchio del Consorzio di Tutela
impresso sulla crosta.
La Fontina DOP si produce solo con latte intero di vacca Valdostana
Pezzata Rossa e Pezzata Nera non pastorizzato lavorato entro
2 ore dalla mungitura. La stagionatura, che dura circa 4 – 5 mesi,
deve avvenire in luoghi appositi, con caratteristiche particolari (e
stabili) di temperatura e umidità. Generalmente si utilizzano
locali sotterranei, specialmente cantine, ma non mancano
riadattamenti di costruzioni militari (cunicoli e bunker
), miniere e grotte naturali.
Le forme sono disposte su tavole di legno d’abete e girate
ogni giorno; a giorni alterni, vengono salate e ripulite con
spazzole inumidite in acqua salata. Dopo che hanno assorbito circa il
2% di sale la salatura viene interrotta, mentre la ripulitura continua
fino alla maturazione, segnalata dal colore della crosta che diventa
ocra tendente al marrone.
Queste precauzioni servono ad assicurare che la Fontina acquisti il
tipico sapore dolce che diventa progressivamente più
sapido se l’invecchiamento è prolungato, anche se non acquisisce
mai note piccanti o amare. La pasta è morbida ed elastica, di
colore variabile tra il bianco (formaggi prodotti in inverno) al giallo
paglierino (formaggi estivi), con occhiatura regolare di medie dimensioni.
La Fontina è adatta al consumo da tavola, anche se è piuttosto
grassa e andrebbe mangiata con moderazione; tuttavia, la sua
pasta fonde a soli 60°C (ecco perché dà la
sensazione di sciogliersi in bocca) rendendola ideale per la famosa
fonduta
valdostana e altri piatti simili.
La
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