Alimentazione e salute mentale: 50 anni di declino?
Introduzione
Alimentazione e salute mentale
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Notizie allarmanti dalla Gran Bretagna: sembra che i cambiamenti
che si sono verificati nell'alimentazione negli ultimi 50 anni abbiano
avuto (e continuino ad avere) effetti deleteri sulla salute
mentale oltre che su quella fisica.
La considerazione arriva da due organizzazioni non governative, Sustain
e la Mental Health Foundation, che individuano la radice del problema
nei metodi di produzione degli alimenti e nelle abitudini
alimentari della popolazione stessa. I primi altererebbero
in maniera negativa l'equilibrio dei nutrienti assunti
attraverso l'alimentazione. I secondi privilegerebbero invece cibi troppo
ricchi di grassi saturi e zuccheri.
Nuove tecniche di allevamento
Secondo il rapporto pubblicato dalle due associazioni, l'”industrializzazione”
delle coltivazioni e dell'allevamento ha portato all'introduzione di
sostanze nocive, come ad esempio i pesticidi, nella
catena alimentare, e all'alterazione nella composizione dei grassi
corporei degli animali da allevamento.
Questi ultimi avrebbero visto un vistoso aumento della quota di grassi
saturi, dovuto soprattutto al rapido ingrassamento
a cui devono sottostare animali il cui ciclo vitale viene artificialmente
accorciato per incrementare la produttività.
I cibi pronti
La minore disponibilità di tempo per cucinare, la convenienza
economica e la facilità di conservazione hanno favorito la
diffusione di cibi confezionati e, a volte, già pronti
per essere consumati.
Purtroppo, questi cibi spesso sono poco sani, inoltre tendono a sostituire
alternative potenzialmente migliori come ad esempio il pesce
e le verdure. Più un cibo è sottoposto
a trattamenti di riscaldamento, disidratazione, pastorizzazione e modificato
con l'aggiunta di additivi
artificiali e più perde sostanze nutritive indispensabili
per l'organismo.
Conseguenze
Alcune di queste sostanze, in particolare gli acidi grassi essenziali
Omega-3 e Omega-6, svolgono funzioni insostituibili per il
funzionamento del cervello; al contrario, i grassi saturi rallentano
le funzioni cerebrali.
Oltre alle difficoltà di tipo economico, se la maggioranza della
popolazione decidesse di adottare un'alimentazione più sana,
probabilmente avrebbe difficoltà a reperire quantità
adeguate di questi alimenti.
Alimentazione e patologie mentali
Secondo quanto affermano le due ONG l'alimentazione scorretta potrebbe
favorire oppure aggravare patologie mentali come la depressione,
la schizofrenia, o il morbo di Alzheimer. In alcuni casi, un
cambio di regime dietetico potrebbe risultare più efficace di
una terapia farmacologica oppure di un consulto psichiatrico.
La BBC ha intervistato un uomo che sostiene di essere
guarito dalla depressione grazie all'eliminazione di alcuni alimenti
dalla sua dieta; forse si tratta di un caso limite, ma non è
escluso che la via “dietetica” possa quantomeno coadiuvare
nel percorso di guarigione.
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