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Intolleranze alimentari & Allergie: Allergia alle arachidi

Introduzione

Allergia alle arachidi «

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L'allergia alle arachidi (dette anche “noccioline”) è una tra le più diffuse e documentate in campo alimentare: anche se il dato non è definitivo, si stima che colpisca circa una persona su 200. I suoi effetti possono essere anche piuttosto gravi, fino a comportare il rischio di morte in soggetti particolarmente sensibili nel caso questi ultimi ingerissero grandi quantità di arachidi o loro derivati.

In effetti diverse ricerche mediche hanno evidenziato che le arachidi sono una delle più probabili cause di shock anafilattico tra i cibi. Risulta pertanto chiaro che nel caso di una conclamata allergia si rende necessaria una particolare attenzione al possibile contenuto di arachidi in diversi cibi.

Perché si sviluppa l'allergia
Le arachidi, anche se a livello gastronomico sono solitamente associate alla frutta secca,
appartengono alla famiglia dei legumi, come piselli, fagioli e simili. Come i loro “parenti” presentano un elevato contenuto di proteine (dal 25 al 30% del valore nutritivo): molte di queste proteine sono state riconosciute come potenziali allergeni. Purtroppo, questa caratteristica si è dimostrata piuttosto resistente a diverse alterazioni anche significative (ad es, lavorazioni ad alta temperatura, manipolazioni chimiche, etc.) quindi anche alimenti confezionati ed elaborati possono mantenere una potenzialità allergica.

L'allergia può essere di origine genetica (ereditaria o meno) oppure indotta da una sensibilizzazione per eccessiva o precoce esposizione alle arachidi. Le ricerche più recenti sono focalizzate sui primi tre anni di vita dei bambini: sembra che un consumo di prodotti a base di arachidi in questa fase possa favorire lo sviluppo dell'allergia stessa, anche attraverso l'allattamento al seno o addirittura in utero qualora sia la madre ad assumerne. Pertanto, nel caso la madre, il padre, entrambi i genitori o qualche parente stretto soffra di questa allergia, è opportuno che la madre eviti di mangiare arachidi o alimenti che le contengono, e che il bambino non venga a contatto con noci e simili per i primi tre anni di vita.

In ogni caso, le allergie di tipo alimentare si possono sviluppare a qualunque età, quindi non bisogna mai sottovalutare eventuali reazioni avverse a questo alimento.

Sintomi
I sintomi più comuni di allergia alle arachidi sono fortunatamente anche i meno gravi: formicolio nelle labbra e in bocca, gonfiore facciale, nausea, piccole coliche, una sensazione di costrizione alla gola e a volte anche orticaria o rash.

Le persone più sensibili possono arrivare invece a un'infiammazione delle vie respiratorie e difficoltà di respirazione, cali improvvisi nel livello di pressione sanguigna, o addirittura collasso e perdita di conoscenza, condizioni patologiche che possono mettere a rischio la vita stessa della persona colpita. Questi episodi gravi, che solitamente dipendono da uno shock anafilattico e si manifestano entro pochi minuti dall'ingestione delle arachidi, vanno sottoposti immediamente all'attenzione di un medico, meglio se all'interno di una struttura ospedaliera.

Cosa fare in caso di allergia
Chi sa per certo di essere allergico alle arachidi (condizione che dev'essere diagnosticata da un allergologo) deve assolutamente evitare di ingerire questo tipo di alimento. Nel caso l'allergia si manifesti in età infantile, inoltre, potrebbe essere opportuno tenersi alla larga anche dalla frutta secca, dai semi di sesamo e talvolta anche dagli altri legumi.
Purtroppo è improbabile che l'allergia regredisca, anzi, è stato riscontrato spesso un peggioramento dovuto a successive esposizioni nel corso degli anni.

Le arachidi “nascoste”

Evitare di ingerire arachidi intere è piuttosto semplice; meno agevole, invece, si rivela il compito di identificare tutti i cibi che ne sono una potenziale fonte.

Leggere l'etichetta è quindi fondamentale per non correre rischi: se tra gli ingredienti si trovano arachidi, burro di arachidi o olio di arachidi bisogna assolutamente lasciare la confezione sullo scaffale. Purtroppo, spesso l'indicazione non si trova quando le arachidi sono contenute solo a livello di “tracce”, ossia non entrano a far parte degli ingredienti veri e propri ma sono dei residui di lavorazione di lavorazioni effettuate con gli stessi macchinari che saranno poi impiegati per il prodotto in esame. E' consigliabile, in presenza di una condizione allergica, assumere con moderazione alimenti nuovi, per evitare conseguenze anche gravi.

Quando invece si acquistano alimenti sfusi, prestare attenzione a prodotti da pasticceria e dolci in genere, gelati, barrette ai cereali, salse, cereali da colazione, e cucina etnica, in particolare cinese, indiana, thalilandese e indonesiana. Se chi vi vende o serve il prodotto non è in grado di assicurarvi l'assenza di arachidi, evitate di consumarlo.

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