Crudo è meglio?
Introduzione
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Vedi anche
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Intolleranze
alimentari & Allergie
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scolastico italiano
A partire dagli anni '30, diversi ricercatori (soprattutto
in Svizzera, Austria e Stati Uniti) hanno condotto studi volti ad esaminare
gli effetti negativi per la salute umana provocati da alcuni metodi
di cottura. In particolare, sembra che diversi cibi abbiano una
sorta di “temperatura – limite” superata la quale
può avvenire il rilascio di sostanze tossiche
o comunque dannose per l'organismo.
In alcuni Stati si è affermato un movimento che promuove il consumo
di cibi crudi o comunque poco cotti; nei casi più estremi
si sostiene addirittura la necessità di non mangiare alcun cibo
cotto o si propaganda una versione ancora più estrema della dieta
vegetariana o vegana.
Molti medici criticano però questo approccio, sostenendo che,
dato che l'uomo ha mangiato cibi cotti per millenni, il suo apparato
digerente non può non essersi adattato a questo
tipo di alimentazione.
Tuttavia alcuni studi mostrano che, dopo l'ingestione di cibi cotti,
si verifica un aumento dei globuli bianchi, affine
alla risposta immunitaria che si potrebbe avere nel caso di un'infezione
o dell'ingresso di un corpo estraneo nel sangue. Questo fenomeno non
si verifica se si ingeriscono cibi crudi, bolliti o poco cotti.
Recentemente, una ricerca
condotta dal professor Peter Lucas, (antropologo presso la George Washington
University), pubblicata sulla prestigiosa rivista NewScientist nel febbraio
2005, spiega che nel corso dell'evoluzione umana l'abitudine di mangiare
cibi cotti ha causato una riduzione delle dimensioni della mandibola,
ma non di quelle dei denti. Questa considerazione, unita al fatto che
l'uomo sembra essere l'unico mammifero con seri problemi di
tipo ortodontico (e naturalmente l'unico che cucina il proprio
cibo prima di mangiarlo) implica che una dieta a base di cibi prevalentemente
crudi sarebbe preferibile.
In particolare, secondo lo studioso americano la minore consistenza
e l'abitudine a tagliare i cibi in pezzi molto piccoli ha
causato una riduzione delle dimensioni medie della mandibola, con il
risultato che spesso i denti crescono storti o addirittura
non trovano lo spazio per crescere (i molari hanno spesso questo problema).
Inoltre, in questo modo i molari e i premolari, che
servono a triturare il cibo, sono comunque molto impegnati nella masticazione,
mentre risulta molto ridotta l'attività di canini e incisivi,
che dovrebbero spezzettare e strappare parti di alimenti, ma si trovano
nelle condizioni di farlo sempre meno spesso e comunque con cibi relativamente
morbidi e inconsistenti. La sincronia della
masticazione sarebbe quindi compromessa dall'alimentazione
che seguiamo, provocando buona parte dei difetti di crescita dei denti.
Precauzioni
Quanto esposto sopra non significa però che sia preferibile mangiare
sempre e solo cibi crudi, di qualunque tipo. Alcuni alimenti, se crudi,
risultano assolutamente indigeribili; altri possono
nascondere pericoli per la salute (è il caso
di quasi tutti i cibi di origine animale e anche di molti vegetali)
eliminabili solo con la cottura o comunque il trattamento specifico
del cibo.
Come accade spesso in ambito alimentare, è opportuno anche in
questo caso esercitare una certa moderazione: si potrebbe
cominciare con la riduzione dei piatti fritti o comunque
cucinati ad alta temperatura, specialmente se con l'aggiunta di molti
grassi. E' certamente consigliabile non cuocere eccessivamente
i cibi, ed evitare in ogni caso di mangiarne le parti bruciacchiate
o semi carbonizzate: anche se a volte sono gustose, possono contenere
diossine e altri elementi nocivi.
Quando possibile, mangiate
frutta e verdura fresche di stagione crude: aumenterete così
non solo l'apporto di sostanze nutritive come vitamine e antiossidanti,
ma anche il piacere di gustare sapori più ricchi e
di masticare alimenti più consistenti e solidi, che contribuiscono
maggiormente al senso di sazietà.
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