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L'acqua del rubinetto: perché è migliore di quella in bottiglia

Introduzione

L'acqua del rubinetto «

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In Italia si consuma moltissima acqua minerale in bottiglia, ritenuta migliore di quella proveniente dall'acquedotto comunale. Questa convinzione è del tutto erronea: in effetti, è vero il contrario, per diversi motivi:

L'acqua del rubinetto è sottoposta a norme più severe per quanto riguarda il contenuto di elementi chimici potenzialmente nocivi;

I controlli sulla potabilità vengono eseguiti costantemente negli acquedotti comunali (giornalmente nelle grandi città, settimanalmente nei centri minori), sono invece molto meno frequenti per quanto concerne l'acqua in bottiglia;

L'acqua in bottiglia, quando è conservata in recipienti di plastica, è soggetta a diverse forme di degradazione se esposta al sole, a muffe o ad altri contaminanti; al contrario, l'acqua che scorre nell'acquedotto viene sempre depurata;

In molte zone d'Italia, anche l'acqua del rubinetto è di fatto “minerale”, dal momento che viene estratta da sorgenti o comunque da fonti idriche particolarmente ricche di minerali benefici;

Infine, l'acqua proveniente dall'acquedotto costa solitamente dalle 500 alle 1000 volte meno rispetto all'acqua imbottigliata.

Naturalmente, a fronte di dati così univoci viene spontaneo chiedersi come mai l'acqua del rubinetto venga considerata “di serie B” dalla maggior parte dei consumatori. Le cause principali di questa mentalità sono per lo più di natura superficiale o comunque transitoria:

sapore e/o leggermente sgradevole dell'acqua dovuto all'impiego di disinfettanti (solitamente si tratta di cloro). Si tratta di un inconveniente a cui si può facilmente porre rimedio: riempite d'acqua una caraffa con un'apertura molto larga e lasciatela riposare in frigorifero per alcune ore e del sapore sgradevole non resterà traccia;

disguidi temporanei che rendono l'acqua del rubinetto non potabile (che vanno comunque sempre segnalati per tempo), che le autorità comunque provvedono solitamente a risolvere entro pochi giorni;

massicce campagne pubblicitarie a favore dell'acqua in bottiglia: ogni anno in Italia i produttori di quest'ultima spendono circa 800 milioni di euro in pubblicità, ingaggiando testimonial famosi e favoleggiando di presunte “qualità terapeutiche” dell'acqua minerale.

L'acqua (ad eccezione di prodotti molto particolari come l'acqua proveniente da particolari sorgenti termali, comunque indicati solo in alcune terapie) non ha alcun effetto farmacologico e non aiuta quindi a guarire da alcun disturbo. Alcune condizioni ambientali o di salute possono richiedere un consumo di acqua superiore al normale, ma questo è dovuto alla maggiore perdita di liquidi e non a proprietà salutari dell'acqua stessa. Spesso sulle bottiglie è possibile trovare l'indicazione “può avere effetti diuretici”: non è altro che la diretta conseguenza dell'ingestione di una certa quantità di liquidi e non si riscontrano differenze apprezzabili in questo senso tra tipi di acqua diversi.

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