Le diete "disintossicanti": un falso mito
Introduzione
Le diete “disintossicanti”:
un falso mito «
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L'”industria delle diete”, per rimanere in
attivo, deve proporre “prodotti” sempre nuovi e, soprattutto,
alla moda.
Ultimamente hanno preso molto piede le cosiddette “diete disintossicanti”:
si tratta di pratiche che dovrebbero liberare l'organismo dalle
tossine accumulate ingerendo alimenti contaminati o sostanze nocive.
Tra gli effetti pubblicizzati si ritrovano spesso la riduzione
dell'emicrania e dell'affaticamento oppure il miglioramento
dell'aspetto della pelle.
In realtà, il nostro organismo è perfettamente
in grado di eliminare la maggior parte delle tossine attraverso
il fegato, i polmoni, i reni e persino la pelle, finché rimangono
entro quantità accettabili. Le intossicazioni più gravi
richiedono naturalmente un trattamento medico specialistico, ma non
è questo l'obiettivo delle diete in questione.
La maggior parte di esse propone cambiamenti nel regime
alimentare che per la maggior parte delle persone risultano piuttosto
radicali, come l'eliminazione, parziale o totale, di farina,
latticini, carne, pesce, uova, caffeina,
alcool,
zucchero e cibi preconfezionati, ossia i cibi preferiti dalla
maggior parte delle persone, basandosi sulla teoria secondo
la quale “dieta” equivale a “privazione”.
In compenso viene incoraggiato il consumo di frutta,
verdura,
legumi,
frutta
secca, infusi alle erbe e grandi quantità d'acqua,
nonché, in alcuni casi, il ricorso a integratori, medicinali
o preparazioni erboristiche, omeopatiche e simili.
Quest'ultima “strategia” è da evitare assolutamente:
ogni tipo di medicinale o integratore va assunto solo dietro
consiglio e prescrizione medica. In ogni caso, nessuna di queste
diete ha mai mostrato la benché minima efficacia in termini disintossicazione:
semmai, alcune tra queste potrebbero essere più equilibrate
dell'alimentazione abituale di alcune persone, o semplicemente
fornire loro alcuni nutrienti di cui sono carenti.
Non è un caso che si metta l'accento sul consumo di frutta
e soprattutto verdura, che mancano o comunque non sono molto
presenti sulle tavole di molti: il loro apporto di antiossidanti,
vitamine e minerali può spiegare ad esempio i miglioramenti
a livello dell'epidermide, mentre una corretta idratazione
aiuta a superare alcuni disturbi come emicrania e affaticamento.
Alcuni suggerimenti, inoltre, potrebbero rivelarsi veramente
pericolosi: la proibizione o la riduzione drastica di derivati
dei cereali
(pane, pasta) porta a una carenza di carboidrati, che dovrebbero fornire
invece un buon 50% dell'apporto calorico giornaliero; più in
generale, si rischia di privarsi di interi gruppi di nutrienti
di cui comunque il nostro organismo ha bisogno.
Chi promuove queste diete sfrutta pregiudizi e convinzioni erronee che
affliggono molte persone, specialmente nei periodi post festivi o in
seguito a qualche scandalo nell'industria agroalimentare. Ad esempio,
molti credono che carne e latticini contengano più tossine
rispetto ad alimenti di origine vegetale; in realtà,
ad eccezione dei salumi contenenti nitriti, la probabilità
di intossicazione alimentare è praticamente identica, purché
si seguano le corrette procedure di conservazione
ed igiene alimentare.
In conclusione
Le “diete disintossicanti” nel peggiore dei casi
sono dannose; nel migliore, non forniscono alcun beneficio
che non possa essere dato da un'alimentazione sana ed equilibrata.
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