Risulta ormai accertato che il momento del pasto
scolastico ha una forte valenza educativa e sociale. Il bambino
si trova a pranzare, quindi a condividere con i propri compagni, nonché
amici, il pasto quotidiano.
In questa situazione spesso vengono superate alcune barriere inerenti
quelli che sono i gusti personali, o meglio ancora,
le preferenze alimentari. Come mai spesso bambini che
a casa non assaggiano un determinato cibo, a scuola lo mangiano senza
problemi?
Sicuramente non perché quello cucinato a scuola sia più
buono! Qui entrano in gioco una serie di meccanismi psicologici
nel bambino che rendono tutto diverso da quello che mangia
a casa. Non siamo più nell’ambito del gusto derivato dal
palato, quindi soggettivo per ogni bambino, qui siamo nel campo delle
relazioni umane. A casa il bambino potrebbe non mangiare
per una richiesta di maggiore attenzione da parte di un genitore o di
entrambi, potrebbe non mangiare per un eccesso di disponibilità
nella cucina casalinga, e quindi un abusare della disponibilità
della mamma, ecc.
I casi sono veramente tanti e questa non è la sede più
indicata per affrontarli. A scuola la situazione cambia totalmente,
il bambino spesso mangia anche ciò che non rientra nei
suoi gusti personali per non differenziarsi dai compagni, per
uno spirito di emulazione di gruppo. In questo caso la stessa pasta
ha un sapore diverso, perché comunque non deve attirare l’attenzione
di nessuno.Ed è proprio per questo motivo che a scuola, più
che in ogni altro posto, possiamo applicare l’educazione ad un
alimentazione corretta.
Qui possiamo porre le basi di quelli che sono gli alimenti più
idonei per una giusta e sana crescita: innanzitutto perché ci
troviamo di fronte bambini nel pieno momento della crescita ed inoltre
perché questi ultimi si trovano in un ambiente neutro che li
aiuta a dirigersi nel senso giusto. Abbiamo detto che il momento del
pasto scolastico ha anche una valenza sociale, infatti
per il bambino questo diventa il momento dell’intervallo, del
rilassamento, dove poter rilasciare la tensione accumulata durante le
ore di lezione. Qui diventa se stesso e ne approfitta per comunicare,
relazionare e confrontarsi con i compagni, che magari in classe potevano
essere per lui anche un po’ antagonisti, nel momento del pranzo
tutti siamo sullo stesso livello, non ci sono alunni più o meno
bravi e tutti siamo più rilassati!