Beviamo abbastanza acqua? Probabilmente sì
Introduzione
Beviamo abbastanza acqua? Probabilmente
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In concomitanza con l’arrivo dell’estate,
si sentono spesso ripetere sollecitazioni a bere un quantitativo congruo
di acqua durante il giorno, per compensare la maggiore sudorazione dovuta
al caldo. Spesso questa quantità d’acqua viene quantificata
in una misura valida per tutti, solitamente tra i due e i tre
litri giornalieri.
In realtà questi avvertimenti, pur se benintenzionati, dovrebbero
essere diretti a categorie particolari di persone, che per una condizione
fisiologica o patologica possono arrivare a bere troppo poco. La maggior
parte di noi, in effetti, beve già abbastanza acqua.
A cosa serve l’acqua?
Il nostro organismo è costituito in gran parte d’acqua
(circa per il 65%). Questa sostanza è indispensabile per il suo
corretto funzionamento, ed è quindi importante mantenerla sempre
a livelli ottimali. Diversi processi fisiologici determinano una perdita
o un consumo d’acqua; il principale è la sudorazione,
che aumenta decisamente all’aumentare della temperatura.
Possiamo rimpiazzare le perdite assumendo acqua, quindi bevendo ma anche
mangiando: quasi tutti gli alimenti che consumiamo
contengono acqua in percentuale variabile. Frutta e verdura
ne sono particolarmente ricche, e forniscono anche preziosi minerali
utili per rimpiazzare quelli persi con il sudore.
Non c’è dubbio che a una perdita maggiore debba corrispondere
un maggiore recupero: non a caso d’estate si tende a bere di più
e a favorire i cibi più ricchi d’acqua.
Questo non significa che si possa bere all’infinito: un eccesso
d’acqua può portare a un eccessivo affaticamento
dei reni e addirittura a intossicazioni, potenzialmente anche
letali (in casi estremi).
Quando bere?
Quando è opportuno bere quindi? La risposta sembrerà banale
ma…quando si ha sete! Infatti, un organismo sano
è dotato di meccanismi di regolazione interni che inducono lo
stimolo della sete quando l’acqua scende al di sotto dei “livelli
di guardia”.
Questi meccanismi si possono “inceppare” se si ingeriscono
alimenti troppo dolci o salati o salse molto piccanti.
Tutti questi cibi, durante o dopo il processo digestivo, richiedono
infatti molta acqua per essere metabolizzati.
E’ inoltre meglio limitare, durante i mesi estivi, i consumi di
caffè, alcool e bibite gassate dolci: i primi
due hanno un effetto diuretico (fanno perdere più acqua di quella
ingerita con il loro consumo), così come alcune delle seconde
(quelle che contengono caffeina), le quali hanno l’ulteriore difetto
di apportare zuccheri (vedi quanto riportato sopra).
Bisogna fare attenzione a non bere troppa acqua fredda in una sola volta
per evitare disturbi e problemi digestivi. In ogni caso, la sensazione
di refrigerio diminuisce, seppur temporaneamente, la sete.
Malati, anziani e bambini piccoli possono non avvertire
lo stimolo della sete in maniera sufficiente (oppure possono avvertirlo
troppo spesso). In questi casi, bisogna rivolgersi a un medico per farsi
raccomandare le quantità giornaliere d’acqua da assumere.
Cosa bere?
Oltre agli alimenti sopraccitati, la semplice acqua resta senz’altro
il miglior mezzo per reintegrare i liquidi persi. Va benissimo (se il
sapore lo consente) quella del rubinetto, dotata di
tutti i necessari requisiti sanitari.
Se volete (o dovete) acquistare acqua in bottiglia, è preferibile,
anche se difficile da reperire, il confezionamento in vetro:
questo materiale è infatti molto più resistente a variazioni
di temperatura e umidità rispetto alla plastica, ed è
certamente inerte (mentre il PET, ad esempio, ha sollevato recentemente
alcuni dubbi in proposito).
Sono da preferire le acque oligominerali, più
“leggere” perché comportano un minor carico a livello
renale.
Bevande alcoliche e bibite dolci sono sconsigliabili per i motivi sopra
esposti; i succhi di frutta non zuccherati vanno bene,
anche se sarebbe preferibile consumare la frutta intera.
Da evitare assolutamente le bevande isotoniche (contenenti
integratori salini) o energetiche: le prime sono indicate
solo per chi svolga attività sportiva agonistica in sport di
resistenza, le seconde contengono degli stimolanti (di solito caffeina)
ad azione diuretica.
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