Aterosclerosi e alimentazione
Introduzione
Aterosclerosi e alimentazione
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Vedi anche
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Intolleranze
alimentari & Allergie
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scolastico italiano
L'aterosclerosi è una particolare
forma di arteriosclerosi, termine relativamente generico
che indica indurimento e perdita di elasticità delle arterie.
Questa condizione patologica si raggiunge spesso a causa di
cattive abitudini di vita, molte delle quali di natura alimentare.
In particolare, quando nel sangue sono contenuti troppi grassi
(tra cui i trigliceridi e il cosiddetto “colesterolo
cattivo” o LDL) questi ultimi tendono a formare delle placche
che possono ostruire, parzialmente o totalmente, una o più arterie,
provocando gravi disturbi che possono arrivare fino alla necrosi
dei tessuti che stanno a valle dell'ostruzione e non ricevono
più l'ossigeno e le sostanze nutritive necessarie
al loro corretto funzionamento.
L'assunzione
di troppo sale, grassi
animali e zuccheri può peggiorare la situazione,
peggiorando il rapporto tra colesterolo buono (HDL) e colesterolo cattivo
(LDL).
Malattie collegate all'aterosclerosi
In Italia, e più in generale nella maggior parte dei paesi industrializzati
occidentali, circa la metà delle morti è provocata
da patologie collegate all'aterosclerosi. L'elenco comprende
infarti cardiaci, celebrali, polmonari, renali, ictus
per citare solo i disturbi più diffusi.
Curare questi disturbi, quando è possibile, rimane comunque piuttosto
rischioso e può avere diversi effetti collaterali. Pertanto,
è decisamente preferibile prevenirli, evitando
la formazione di placche nelle nostre arterie.
Per evitare il rischio, bisogna mantenere il livello di colesterolo
nel sangue entro i 180 mg per decilitro circa. Inoltre, è
importante monitorare il rapporto HDL/LDL, che si dovrebbe mantenere
entro i 30 – 50 mg per dl.
La differenziazione di queste due tipologie è data dalla combinazione
del colesterolo con lipoproteine ad alta intensità (HDL) oppure
a bassa densità; nel primo caso, queste molecole porteranno il
grasso dalla periferia dell'organismo al fegato, ripulendo
i vasi sanguigni, mentre nel secondo faranno esattamente l'opposto,
depositando pericolosi accumuli di grasso nelle arterie.
Altri fattori di rischio
Oltre alla ipercolesterolemia, esistono anche altre condizioni cliniche
che predispongono all'aterosclerosi, come il diabete
e l'ipertensione. Alcuni comportamenti scorretti, come
l'abuso di alcool, il fumo e la sedentarietà,
contribuiscono ad aggravare la situazione.
Un'alimentazione sana aiuta la prevenzione
La prevenzione di queste malattie passa attraverso un’alimentazione
di tipo mediterraneo a base di cereali integrali, ortaggi,
frutta e legumi.
Anche se può sembrare contraddittorio, è importante consumare
almeno una volta a settimana del pesce grasso: in questo
modo si assumono infatti molti acidi grassi essenziali che
non si trovano in molti alti cibi e contribuiscono ad abbassare la colesterolemia
Bisogna senz'altro limitare il consumo di burro evitare completamente
la margarina, in quanto forniscono grandi quantità di
grassi saturi e, nel secondo caso, anche di grassi
idrogenati.
Controllare la glicemia (moderando l'assunzione di
zuccheri e carboidrati) ha una duplice funzione: riduce il rischio di
diventare diabetici ed evita di favorire l'aumento
delle placche aterosclerotiche.
Alimenti utili
Non esistono alimenti “miracolosi” nella lotta all'aterosclerosi;
in compenso, alcuni possono essere di supporto a un regime alimentare
equilibrato.
I migliori sono il tarassaco, l'aglio, il cardo mariano e gli
olii vegetali spremuti a freddo.
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