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Coltivare l'orto
Coltivare un orto domestico è senz’altro
un buon modo di riavvicinarsi alla natura, nonché una fonte
costante ed economica di verdura fresca.
Contrariamente a quanto si può pensare, un orto domestico non
richiede necessariamente grandi spazi (ovviamente, la superficie varia
a seconda della tipologia e della varietà delle colture), tanto
che alcune persone riescono a coltivare con successo alcuni ortaggi anche su un balcone.
Esistono comunque dei requisiti minimi che il nostro
orto deve rispettare per produrre risultati “appetibili”,
che uniti ad alcuni semplici accorgimenti sapranno darci molte soddisfazioni.
I ferri del mestiere
L’equipaggiamento iniziale è piuttosto
modesto: vi basteranno una vanga, una zappa e un rastrello per quanto
riguarda gli utensili.
Dovrete
anche avere un sistema di irrigazione (anche piuttosto semplice, bastano
dei tubi di gomma) e, naturalmente, le sementi o le piantine
degli ortaggi che volete coltivare.
Preparare il terreno
Il terreno in cui realizzeremo l’orto dovrebbe avere una profondità di
almeno 30 cm e una bassa acidità (intorno a pH 6-7) ed essere
il più lontano possibile da qualsiasi fonte di inquinamento.
I
nostri ortaggi, per crescere, avranno bisogno di molto sole: per questo, è indispensabile un’esposizione
al sole di almeno 4-5 ore al giorno, preferibilmente al mattino.
Potendo scegliere, l’ideale sarebbe avere un orto orientato
a sud – sudest: in questo modo si massimizza l’esposizione
al sole lasciando le piante più delicate al riparo dai venti
freddi.
Evitare però di posizionare le aiuole troppo vicine al muro esposto a sud, che, trattenendo calore nei mesi più caldi, finirebbe
per cederne troppo alle coltivazioni.
Se non si è mai coltivato un orto, il terreno a disposizione
va preparato prima della semina, sia esso incolto oppure adibito ad
altri utilizzi (ad esempio se è parte di un giardino).
Innanzitutto,
bisogna creare delle aiuole (indicativamente, una per ogni tipo di
ortaggio che faremo crescere contemporaneamente) suddividendo
la terra a disposizione.
Non è un lavoro assolutamente indispensabile, ma aiuta molto
nella fase di rotazione delle colture, come vedremo più avanti.
Stop alle erbacce
Una volta organizzato in questo modo il terreno, bisogna “ripulirlo”,
dagli elementi indesiderati, in particolare, eliminate completamente
le erbe infestanti e le impurità, come ad esempio i sassi, anche
di piccole dimensioni.
Questo lavoro va svolto durante l’autunno
precedente la prima semina: con una vanga incidete il terreno, dividendolo
in zolle, quindi
rivoltate le zolle e togliete accuratamente tutti i sassi.
Le piante
infestanti rimarranno per tutto l’inverno con le radici
all’aria e lo stelo sottoterra, una condizione che dovrebbe indebolirle
notevolmente ed evitare una germinazione eccessiva nella bella stagione.
In
ogni caso, la battaglia con le erbacce sarà una costante
del vostro lavoro di orticoltori: per evitare un inutile e dannoso
impiego di sostanze chimiche, una volta che saranno spuntate le vostre
piantine, zappettate frequentemente il terreno in superficie (senza
danneggiare gli ortaggi) ed estirpate manualmente
le erbacce quando il terreno è bagnato, avendo cura di estrarre anche le radici.
Concimazione
Difficilmente il vostro terreno sarà abbastanza “ricco” da
poter sostenere efficacemente delle coltivazioni.
Per supplire a questa
mancanza bisogna aggiungere alla terra del concime: il migliore è il letame bovino, purché sia vecchio di
almeno un anno (altrimenti rischia di “bruciare” le piante
con un quantitativo eccessivo di azoto).
Se non riuscite a reperirlo,
potete trovare in commercio del letame fermentato ed essiccato in cubetti
(di solito denominato concime pellettato).
La
quantità di concime necessario è piuttosto modesta:
ne bastano circa 2 Kg per metro quadro, da distribuire come segue.
Durante
la vangatura autunnale (vedi sopra), create in ogni aiuola una piccola "trincea" profonda circa 30 cm che deve correre
lungo tutto il lato lungo dell’aiuola stessa. Mentre vangate
abbiate cura di buttare la terra scavata lungo il lato opposto.
Mettete
del letame nella “trincea” appena creata, nella
misura di circa 1 Kg per 1 metro quadro. Fatto questo, procedete a
vangare la striscia di terra immediatamente adiacente, buttando le
zolle rivoltate sopra al letame nella “trincea”.
A questo
punto avrete creato una nuova “trincea”: procedete
come per la prima, interrando il letame e quindi coprendolo con le
zolle prese dalla striscia di terra successiva. Ripetete l’operazione
fino alla fine dell’aiuola.
Quando l’aiuola è completamente
vangata, distribuite sulla sua superficie un ulteriore Kg di letame
per ogni metro quadro.
Parassiti, malattie e trattamenti
Il vostro piccolo orto non avrà certo bisogno di ottenere certificazioni
di agricoltura biologica; ciononostante, sarebbe un controsenso impiegare
in maniera massiccia prodotti chimici in un contesto di questo genere,
sia perché sono piuttosto costosi, sia perché ci si espone
al rischio di intossicazioni.
Inoltre, non è infrequente che una parte dei parassiti sviluppi
una certa resistenza agli antiparassitari, obbligando il coltivatore
all’uso di nuovi veleni o di una combinazione di più prodotti.
Per
evitare che le vostre verdure siano attaccate in maniera massiccia
da parassiti, funghi e simili basteranno alcuni trattamenti preventivi
e all’occorrenza dei lievi interventi correttivi.
Durante la crescita, irrorate le piante con poltiglia bordolese (un antiparassitario a base
di rame) mista a silicato di sodio. La poltiglia
uccide la maggior parte dei parassiti e il silicato aiuta a farla aderire
meglio, oltre ad “incollare” alcuni piccoli insetti alle
foglie.
La poltiglia bordolese si trova spesso già pronta, ma se volete
preparare da soli un’alternativa più efficace, potete
usare una miscela di zolfo e ossicloruro di rame (si trovano nei negozi
di giardinaggio), sempre unita al silicato di sodio.
Quest’ultimo non è sempre facile da reperire: se non
lo trovate, potete sostituirlo con del sapone di marsiglia
puro, che è leggermente
meno efficace ma sicuramente più disponibile.
Ripetete questo
trattamento per due o tre volte durante il ciclo vitale delle piante
(a seconda della sua lunghezza). Distribuite tutte le
sostanze esclusivamente dopo il tramonto, per non colpire anche gli
insetti utili (come le api o le coccinelle).
Dopo ciascun intervento,
aspettate almeno venti giorni prima di consumare gli ortaggi
trattati.
Nonostante tutti i vostri sforzi, è possibile
che alcuni parassiti attacchino comunque le coltivazioni; in ogni caso,
se avete preso tutte
le dovute precauzioni non dovreste perdere una parte consistente del
raccolto.
Quali ortaggi?
Se non si ha esperienza in questo campo, meglio iniziare con ortaggi
che non richiedano troppe cure e siano adatti alla zona in cui abitate.
Nella
maggior parte delle regioni italiane è piuttosto facile
coltivare insalata da taglio (lattuga, cicoria, indivia), cipolle,
fagiolini, bietole, zucchine, basilico, rucola e peperoncini piccanti.
Anche
i pomodori crescono piuttosto bene, ma molte specie richiedono parecchio
lavoro (bisogna approntare dei sostegni per garantire lo
sviluppo ottimale della pianta).
Naturalmente, le caratteristiche specifiche
di ogni singolo orto (terreno, esposizione al sole e al vento, e altre
ancora) possono rendere più o
meno difficile coltivare un particolare ortaggio o varietà:
si possono riscontrare differenze significative anche a distanza di
pochi metri.
Il metodo più semplice per capire la vocazione di un orto è quindi
sperimentare direttamente: durante la prima semina, provate a piantare
molte specie diverse ed eventualmente anche varianti all’interno
di una singola specie. Vi accorgerete presto di quali sono adatte al
vostro orto e quali invece non lo sono.
Semina
Prima di acquistare una semente, controllate attentamente le
indicazioni sulla confezione: dovrebbero riportare il periodo di semina consigliato
e le particolari necessità dell’ortaggio, soprattutto
per quanto riguarda l’esposizione al sole. Se non potete rispettare
questi requisiti, orientatevi su un’altra pianta.
Il metodo di semina
può essere diverso da una specie all’altra:
in alcuni casi si potrà seminare a spaglio, ossia semplicemente
spargendo i semi sul terreno, in altri bisognerà interrare
i semi a una certa profondità. Anche per questo aspetto, fate
riferimento alle indicazioni sulla confezione.
Alcuni ortaggi, come
i pomodori, crescono con difficoltà a
partire dal seme se non sono in habitat particolarmente favorevoli.
Per questo motivo risulta più pratico acquistare delle piantine
e trapiantarle.
Nella maggior parte dei casi, subito dopo la semina
o il trapianto dovrete irrigare abbondantemente le aiuole interessate.
Irrigazione
Il metodo più semplice per irrigare il vostro orto è impiegare
dei tubi di gomma o PVC per giardinaggio: praticate dei piccoli fori
sul tubo a intervalli regolari di circa 10 cm, quindi tappate l’estremità del
tubo e disponetelo sull’aiuola in maniera che l’acqua possa
arrivare in tutta la zona in cui sono presenti gli ortaggi (o i semi).
In
alternativa, potete creare dei piccoli solchi all’interno
di ogni aiuola, all’interno dei quali verserete l’acqua.
Questo sistema è particolarmente efficace per ortaggi che richiedono
grandi quantità d’acqua, come ad esempio le zucchine.
Innaffiate
sempre a intervalli regolari, durante le prime ore del mattino
oppure almeno un paio d’ore dopo il tramonto, per evitare
un eccessivo sbalzo di temperatura che farebbe appassire le piante.
Durante la stagione calda (Maggio-Settembre) è solitamente
opportuno annaffiare tutti i giorni, tranne in caso di piogge abbondanti.
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