Approfondimenti
elenco
approfondimenti
La colazione
L’importanza della prima colazione
L’importanza della prima colazione è spesso
sottovalutata: si tratta invece di un pasto a tutti gli effetti, forse
il più importante e non bisogna assolutamente rinunciarvi.
Spesso per la fretta o semplicemente per abitudine, si tende ad iniziare
la giornata a digiuno o con un caffè.
Entrambe le soluzioni sono scorrette dal punto di vista nutrizionale,
soprattutto se lo si fa credendo che non mangiare significhi dimagrire.
Tale convinzione è smentita da recenti ricerche scientifiche,
che hanno dimostrato che chi salta la prima colazione ha una maggiore
tendenza a diventare obeso. Questo perché l’apporto nutritivo
e calorico non viene distribuito adeguatamente nel corso della giornata.
Con la prima colazione si risponde infatti ad un'esigenza dell'organismo
e lo si fa arrivare senza cedimenti all'ora di pranzo: in questo
modo ai pasti si ha appetito e non fame; questo è importante
perché l'appetito è selettivo e ci permette di scegliere
razionalmente ciò che è opportuno mangiare.
Le buone regole della prima colazione
La prima colazione deve fornire almeno un quarto
delle calorie di tutta la giornata ed è preferibile che sia consumata
con calma, almeno in 10 minuti e non appena svegli. Prima di tutto
bisogna ricordare due aspetti di solito sconosciuti: con la colazione
si devono introdurre nell’apparato digerente cibi liquidi
e solidi.
I primi mettono in funzione l’attività gastrica; i secondi
hanno il compito di svuotare la cistifellea dalla bile. Quest’ultima
funzione ha due finalità: quella di permettere una digestione
migliore nel corso della giornata e fare in modo di non accumulare
troppa bile nella colecisti, situazione che potrebbe portare alla formazione
di calcoli in futuro.
La colazione ideale
La colazione ideale è quella a base di latte,
caffè, cereali, frutta fresca, biscotti o fette biscottate e
marmellata. Durante l’inverno si può aggiungere anche
un bicchiere di spremuta d’arancia. Si possono operare sostituzioni
senza incidere nel complesso: tè al posto del caffè,
pane tostato invece delle fette, miele in luogo della marmellata, yogurt
per la frutta fresca.
Nel complesso si tratta di alimenti facilmente digeribili, che danno
la giusta energia senza appesantire troppo l’organismo.
Ben diversa è invece la colazione americana o all’inglese,
in cui uova fritte, brioches salate e carni grasse hanno la meglio.
Il risultato è uno shock calorico, una bomba terribile di grassi
saturi, assunti al mattino, in un momento della giornata assai delicato:
dopo, cioè, che l’apparato digerente ha lavorato tutta
la notte per smaltire le “scorie” di una cena abbondante.
Con la colazione tipica anglosassone, ricca di grassi, la cistifellea
si ricarica di bile nel giro di un’ora.
Dolce o salato?
La colazione all’italiana è meno calorica,
oscillando in media fra le 300 e le 400 calorie, permettendo di utilizzare
un buon quantitativo di energia derivato da carboidrati complessi e
semplici, che non esasperano la produzione di insulina. Le colazioni
americana e anglosassone oscillano invece dalle 700
alle 1000 calorie.
Non è che sia sbagliato avere voglia anche di salato al mattino,
ma in tal caso sarebbe meglio optare per un toast leggero oppure un
uovo sodo o alla coque.
Il problema è che in Italia si sta prendendo una cattiva
abitudine:
quella del “cappuccio e brioche”. Il croissant, infatti,
richiede attenzione perché composto da acidi grassi saturi,
oli vegetali di cocco e di palma o strutto, che sporcano le arterie. È opportuno
quindi limitarsi nel consumo delle brioches, sia fresche che confezionate,
optando per una colazione più sana e genuina.
inizio
pagina