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Ciccioli
Com’è noto, del maiale non si butta via
niente, e anche le parti meno pregiate possono riservare sorprese appetitose.
E’ il caso dei ciccioli (chiamati anche sfrizzoli,
greppole, lardinzi, siccioli e in molti altri modi a seconda della zona),
un sottoprodotto della lavorazione del maiale che si trasforma in una
vera e propria leccornia.
Al momento della macellazione, dopo aver scotennato (ossia spellato)
l’animale, si estrae il tessuto adiposo sottocutaneo (dello spessore
di alcuni centimetri) per ricavarne lo strutto, un
tempo utilizzato al posto del burro e dell’olio in cucina e oggi
presente soprattutto nella produzione dolciaria.
Questo tessuto è costituito da grassi (lo strutto), acqua e da
una struttura proteica che li avvolge: viene tagliato
a cubetti larghi circa 5 cm e fatto bollire in un grosso calderone per
diverse ore (anche cinque o sei) durante le quali il grasso si separa
dalle proteine e l’acqua evapora.
A questo punto i cubetti galleggiano nel proprio grasso e iniziano a
soffriggere: quando sono ben rosati vanno estratti,
strizzati e torchiati per privarli della maggior parte del grasso. La
strizzatura può essere più o meno intensa a seconda della
consistenza che si vuole dare ai ciccioli: più si spremono e
più diventano croccanti.
In alcune località si usa pressarli insieme a caldo
con degli aromi per ottenere una specie di salume.
Il risultato finale è costituito da pezzetti di carne di color
marroncino più o meno intenso, ricchi di grasso
e molto saporiti. Possono essere consumati tal quali (sono particolarmente
gustosi appena fatti e ancora caldi), magari accompagnati alla polenta
oppure entrare come ingredienti di pane, focacce, altri
prodotti da forno, frittate, sughi e torte salate.
In alcune zone della Lombardia (particolarmente nel pavese) si usa anche
preparare i ciccioli d’oca, seguendo più
o meno la stessa procedura adottata per il maiale; in questo caso, però,
oltre alle strutture cartilaginee i ciccioli contengono anche dei pezzetti
di carne vera e propria.
Il gusto risulta più leggero e delicato rispetto
a quello dei ciccioli suini, pertanto sono abitualmente gustati conditi
con sale e pepe; il consumo deve avvenire rigorosamente entro una settimana
dalla preparazione.
Proprietà nutrizionali
Che siano di maiale o d’oca, i ciccioli sono comunque un alimento
molto calorico (circa 500 calorie per 100 g) ad altissimo
contenuto di grassi saturi e colesterolo. Sono presenti anche sostanze
non digeribili, risultato della lunghissima cottura che tende
a degradare i grassi stessi: la digestione potrebbe quindi risultare
piuttosto difficoltosa.
E’ opportuno pertanto limitarne drasticamente il consumo, mangiandoli
solo occasionalmente (ad esempio durante le numerose sagre dedicate
al maiale).
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