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Il Barman
Negli alberghi, nelle discoteche e in alcuni
tipi d’imprese esiste un’unità adibita alla gestione
del servizio bar, all’interno della quale lavora il Barman.
Il Barman è chi si occupa della preparazione
di cocktail e long drink, curandone anche la presentazione o proponendo proprie ricette:
il suo obiettivo è la soddisfazione del cliente.
Questo professionista lavora al cosiddetto banco bar, utilizzando e
avendo cura di mantenere e conservare le diverse attrezzature a disposizione.
Il Barman non intrattiene rapporti solo con i clienti, ma deve interagire
e coordinarsi con il Maître di sala, con il Responsabile della
ristorazione e con l’Amministrazione.
Inoltre, in alberghi di grandi dimensioni o di alta categoria, l’unità che
gestisce il servizio di bar può essere composta da uno staff
di molte persone che si occupano dei diversi bar dell’albergo.
La giornata di lavoro del Barman è spesso soggetta
ad una certa discontinuità, con un’alternanza di un minore o maggiore
afflusso di clientela.
Ad inizio e fine giornata il Barman deve eseguire
il controllo generale dei servizi d’apertura e chiusura del bar.
Egli deve anche occuparsi di alcuni aspetti amministrativi, come la
gestione del magazzino e
degli acquisti, per il settore che gli compete.
Un altro compito di
notevole importanza è la comunicazione
con i clienti, spesso non solo limitata all’ordinazione delle
bevande, ma incentrata su conversazioni varie, richieste d’informazioni
e altro.
Conoscenze e competenze
Per svolgere la sua professione, il Barman,
deve avere un’approfondita
conoscenza delle bevande, sia come modalità di servizio, che
come offerta tipologica: cocktail, long drink, preparazioni analcoliche,
apeitivi, ecc.
Egli deve conoscere, insieme alle principali tecniche
di miscelazione delle bevande, tutti i liquori nazionali ed esteri,
inoltre possedere
una spiccata creatività.
Le altre competenze di base, necessarie per svolgere questa attività,
sono di tipo specialistico e riguardano, in particolare, l’economia
e la gestione dei servizi di ristorazione, la tecnologia e l’impiantistica
dei bar.
Le origini della professione
Andando indietro nel tempo sino a giungere
ai giorni nostri, la figura del barista ha subito oscillazioni e trasformazioni
qualitative per
raggiungere una maturità professionale che può considerarsi
oggi completa. Pensiamo ai primi bar, alle prime macchine espresso
negli anni Venti e Trenta. L'operatore che le utilizzava poteva essere
realmente definito un esperto, un artista. Riusciva a controllare la
macinatura senza grossi supporti tecnici, dosare manualmente la pressione
e per trasformare il caffè in bevanda non era cosa da poco.
Solo
più tardi si mette in luce una nuova figura professionale
che si distingue e si distacca dai tipici "ragazzi da bar" cioè quella
del barman, che preferisce esercitarsi in cocktail colorati piuttosto
che cimentarsi dietro la machina espresso. E' il creativo del momento
che il più delle volte riesce ad incantare un pubblico non ancora
maturo nel giudizio, con un atteggiamento distaccato ma coreografico nel movimento. E' il mago dell'aperitivo della casa che non svela i
suoi segreti forse perché non li ha.
Arrivati agli anni Ottanta/Novanta la bilancia quantità/qualità raggiunge
finalmente un suo equilibrio e quindi l'offerta nel bar segue la domanda
sempre più specifica del consumatore aggiornato. L'assortimento
e la gamma dei prodotti aumenta sia nel food che nelle bevande e arriva
perfino a soddisfare le richieste di alimentazione naturale o addirittura
dietetiche.
Fino ad arrivare ai giorni nostri dove la figura di colui
che opera al bar è diventata sempre più modaiola e segue
le tendenze del momento, fino a mettere in scena veri e propri spettacoli
acrobatici
con bottiglie e shaker.
Il bar, dunque, come palcoscenico e teatro, straordinariamente influenzato
dal comportamento di chi lo manda avanti. Il contatto che si stabilisce
con il cliente deve avere come ingredienti fondamentali il rispetto,
l'equilibrio, il buon senso e una certa spigliatezza e simpatia.
Formazione
Per accedere a questa professione è necessario il diploma
di un istituto professionale ad indirizzo alberghiero, oppure, qualora
si provenga da altro percorso formativo, l’attestato
di un corso regionale di formazione professionale o la frequenza di corsi di specializzazione
specifici.
È
spesso richiesta una certa esperienza pratica maturata sul
campo, che
può essere già compiuta, dopo aver ottenuto dall’IPSSAR
la qualifica triennale di Operatore dei servizi di ristorazione con
indirizzo sala/bar.
Tali esperienze, che servono anche per acquisire sensibilità ed
apertura mentale ed affinare le proprie competenze linguistiche, possono
essere svolte sotto forma di stage di formazione-lavoro in Italia o
all’estero, preferibilmente presso strutture di alto livello.
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