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Latte
Il latte che siamo soliti consumare
è prodotto dalle vacche quale nutrimento per i vitelli;
come molti degli alimenti destinati ai cuccioli, è molto ricco
di proteine e di lipidi, e contiene
inoltre significative quantità di calcio e fosforo.
Si tratta di un alimento particolarmente indicato per i bambini
(in assenza di eventuali intolleranze e patologie legate all'apparato
digerente), dato che nell'età dello sviluppo il fabbisogno di
proteine e è molto elevato e il fabbisogno energetico si mantiene
solitamente su livelli piuttosto sostenuti.
Gli adulti dovrebbero invece moderare il consumo di
latte e derivati (con la possibile eccezione dello yogurt)
per evitare di andare incontro a problemi di scarsa digeribilità
ed eccessivo apporto di nutrienti.
Prima di arrivare sulle nostre tavole, il latte viene sottoposto a diversi
procedimenti al fine di renderlo sicuro e più facilmente assimilabile.
La pastorizzazione è una tecnica usata per quasi
tutto il latte commercializzato in Italia e nella maggior parte dei
Paesi europei: il latte viene riscaldato e poi fatto raffreddare rapidamente
per distruggere agenti patogeni o microorganismi che ne potrebbero compromettere
la conservazione. Purtroppo, così facendo si eliminano anche
molte sostanze nutritive contenute nel latte, in particolar
modo alcune vitamine.
Il latte che subisce solo la pastorizzazione è definito
latte fresco intero, e si può conservare in frigorifero
per pochi giorni.
In realtà esiste anche un piccolo circuito di produttori di latte
crudo non pastorizzato; solitamente le precauzioni igieniche
includono la semplice refrigerazione e soprattutto
un controllo puntuale e rigoroso delle condizioni di salute degli animali
e della sicurezza degli ambienti in cui avviene il trattamento del latte
stesso. Questo prodotto è molto nutriente e rischia quindi di
diventare difficilmente digeribile e ipercalorico;
attenzione quindi alle quantità. Si conserva
per due giorni al massimo in frigorifero ma ha l'indubbio vantaggio
di un sapore più ricco e gustoso.
Il latte U.H.T (la sigla sta per “Ultra
High Temperature” ossia “Temperatura Ultra
Elevata”) è pastorizzato in ambienti sterili
portandolo a temperature molto alte: questo trattamento consente di
trasformarlo in un prodotto a lunga conservazione.
In effetti, se la confezione non viene aperta il latte resta in buone
condizioni per diversi mesi; purtroppo però questo trattamento
impoverisce il latte dal punto di vista nutrizionale ancor
più della pastorizzazione comune.
Il latte intero (fresco o a lunga conservazione) è
caratterizzato da un contenuto di grassi non inferiore al 3,5%. Questa
percentuale scende sensibilmente nel latte parzialmente scremato
(1,5 – 1,8%) e ancor di più nel latte scremato
(0,3%), entrambi ottenuti con l'eliminazione della crema o panna,
contenente la maggior parte dei grassi contenuti nel latte.
“Latte fresco di alta qualità” è
invece una denominazione riservata esclusivamente al latte intero
prodotto secondo un disciplinare che prevede maggiori controlli
e particolari procedure di allevamento del bestiame, manutenzione e
gestione delle stalle e degli altri locali adibiti alla lavorazione
del latte stesso. Il risultato è un latte fresco intero pastorizzato
con un alto contenuto di proteine (almeno 32g per litro
anziché 28).
Più raramente si trovano in commercio varietà particolari
di latte, da quelle sottoposte a trattamenti specifici per eliminare
o ridurre la presenza di singole sostanze inadatte alla dieta di alcune
persone come il sodio (latte desodato)
oppure il lattosio (scisso in galattosio e glucosio,
dato che è il maggior responsabile di intolleranza a questo alimento)
a quelle arricchite con vitamine, soprattutto di tipo
D (aggiunta, questa, rivelatasi sostanzialmente inutile,
dato che la presenza di questa vitamina è scarsa e comunque difficilmente
assimilabile).
Il latte è anche la materia prima per la realizzazione
di centinaia di prodotti derivati, definiti latticini.
Il latte
Il burro
Lo yogurt
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