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Acqua

In generale, in Italia è consigliabile bere l'acqua del rubinetto. Infatti, le rigide normative a cui sono sottoposte l'estrazione e la distribuzione di acqua potabile ne assicurano la purezza e la qualità.

Se comunque si decide di optare per l'acqua in bottiglia (ad esempio perché quella dell'acquedotto ha un cattivo sapore) è bene controllare l'etichetta del prodotto per sincerarsi delle sue caratteristiche.

Un importante parametro di classificazione delle acque potabili è il residuo fisso, ossia la quantità di deposito solido che si ottiene riscaldando l'acqua fino a 180°C. Se questa quantità è inferiore a 500 mg per litro l'acqua è definita oligominerale, mentre al di sopra di questa soglia si parla di acqua minerale. Anche se la differenza non è solitamente significativa, meglio orientarsi su un'acqua oligominerale, che solitamente si rivela più “leggera”. La durezza, espressa in gradi francesi (°F) è invece un indicatore della quantità di calcare contenuto nell'acqua; meglio scegliere i prodotti con una durezza inferiore a 30°F, limite sotto il quale l'acqua è definita “dolce” secondo le norme comunitarie, un requisito da ricercare specialmente se si soffre di problemi a livello renale.

E' bene precisare comunque che qualunque tipo di acqua messo in commercio è batteriologicamente puro e non contiene quantità pericolose di sostanze nocive, quindi scegliere una marca d'acqua minerale piuttosto di un'altra non può avere un grande impatto sulla nostra salute. Il discorso naturalmente cambia nel caso in cui siano in atto alcune patologie che richiedono un'elevato apporto di alcuni minerali specifici (come nel caso dell'osteoporosi per cui sono consigliate acque ad alto contenuto di calcio).

Se possibile sarebbe preferibile acquistare l'acqua in bottiglie di vetro, che la proteggono maggiormente dagli sbalzi di calore e umidità, ma la disponibilità in questo senso tende a diminuire con il passare degli anni.

Liscia o gassata?
L'acqua gassata ha l'indubbio vantaggio di conservarsi più a lungo grazie all'anidride carbonica; inoltre, tende ad avere un effetto dissetante maggiore. In ogni caso, però, se si verifica una notevole perdita di liquidi l'organismo ne chiederà comunque il reintegro attraverso lo stimolo della sete, quindi si finirà per bere la stessa quantità di acqua. Uno svantaggio dell'acqua gassata è la sensazione di bruciore allo stomaco che provano alcune persone bevendola, specialmente nel caso abbiano problemi gastrici. Per questo è consigliabile acquistare acqua leggermente gassata, meglio ancora se naturalmente frizzante.

In definitiva, comunque, per una persona sana la scelta tra acqua frizzante o naturale è semplicemente una questione di gusto.

Le acque miracolose
Una parte inutile e addirittura fuorviante dell'etichetta di molte acque in bottiglia è costituita da messaggi salutistici di natura prettamente pubblicitaria. L'acqua minerale, ad eccezione di alcuni speciali prodotti terapeutici, solitamente prelevati da sorgenti termali, non ha alcun effetto terapeutico. Il tanto decantato effetto diuretico è provocato indistintamente da tutti i tipi di acqua potabile, e la differenza di concentrazione di particolari minerali, in assenza di situazioni patologiche, è del tutto irrilevante. L'unica indicazione potenzialmente utile è la scritta “indicata per le diete povere di sodio”, dicitura che attesta una concentrazione di sodio inferiore ai 20 mg per litro, particolarmente adatta a chi soffre di patologie coronariche e ipertensione.

In ogni caso, se si soffre di particolari disturbi cronici, è bene consultarsi con il proprio medico per ricevere indicazioni sulle qualità che dovrebbe possedere l'acqua più idonea alla propria dieta.

Acqua: verità scientifiche e luoghi comuni
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