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Capodanno 2012

L’arrivo del Capodanno è sempre accompagnato da un clima di gioia, di feste e di tradizioni. Naturalmente, come in ogni festa che si rispetti, le protagoniste principali sono la buona tavola e lo spirito conviviale.

Origini del Capodanno
All’epoca dell’Impero Romano fino al tardo Medioevo, il giorno dell’inizio dell’anno variava da zona a zona, in quanto veniva associato ad un evento particolarmente rilevante per quel territorio. Con l’adozione universale del calendario Gregoriano, nel 1691 papa Innocenzo XII impose che l'anno nuovo cominciasse per tutti il 1° gennaio. Per questo motivo tale ricorrenza ha una connotazione originariamente cattolica, anche se con gli anni ha perso il suo significato sacro ed è divenuta una festa pubblica.

Tradizioni
La tradizione italiana prevede una serie di rituali scaramantici per il primo dell'anno che possono essere rispettati più o meno strettamente, come quello di vestire biancheria intima di colore rosso (rigorosamente regalata da un amico o da un parente) o di gettare dalla finestra oggetti vecchi e inutilizzati, per eliminare tutti i mali fisici e morali accumulati nell'arco di un intero anno.

L'usanza è variamente diffusa in Italia, ed è ancora viva in grandi città come Roma e Napoli, spesso con danni alle automobili in sosta e talvolta anche agli incauti passanti.
Ai cocci rotti, poi, si accompagnano i cosiddetti “botti”, che hanno il duplice significato di cacciare gli spiriti maligni e di esprimere allegria; è quest'ultimo significato ad aver assunto un ruolo prevalente nella coscienza popolare durante gli ultimi anni.

Un'altra tradizione prevede il baciarsi sotto il vischio in segno di buon auspicio, perchè secondo la tradizione dona prolificità sia materiale che spirituale.

Il primo incontro dell’anno
In alcune regioni all'inizio della giornata del primo dell'anno, o appena scoccata la mezzanotte, è usanza prestare attenzione alla prima persona che si incontra per strada: un vecchio o un gobbo portano fortuna, un prete o un bambino sono invece di cattivo augurio. La ragione di queste credenze sta nel principio dell'analogia: il vecchio, vuol dire che si vivrà a lungo mentre il gobbo porta bene di per sé.

In altre zone è invece di buon auspicio incontrare una persona di sesso opposto al proprio. Altrove si ritiene che qualsiasi attività intrapresa nel giorno di Capodanno avrà sicuramente buon esito, per cui si cerca di dare inizio a più di un lavoro, al fine di ottenere buoni risultati in ogni campo. Per lo stesso motivo in quel giorno si evita di preoccuparsi e rattristarsi.

A tavola
All'inizio dell'anno queste tradizioni hanno soprattutto l’obiettivo di assicurarsi l'abbondanza, il benessere e la felicità per l’intero anno. Importantissima è anche la scelta dei cibi e dei dolci, tipici di quel giorno.

Il piatto tradizionale per eccellenza è il cotechino con le lenticchie.

Le lenticchie vengono mangiate a cena il 31 dicembre, spesso proprio a mezzanotte, come auspicio di ricchezza per l'anno nuovo: esse infatti simboleggiano i soldi, quindi più se ne mangia più guadagni si prospettano per l’anno nuovo. Tale tradizione ha origini lontanissime, infatti già gli antichi Romani usavano regalare per l’anno nuovo dei portamonete contenenti lenticchie, augurando che si trasformassero in monete d’oro.

Il cotechino invece ha origini più recenti: sembra sia stato ideato a Mirandola, in provincia di Modena, nel 1511 come soluzione all’esigenza di conservare e trasportare più facilmente la carne di maiale. Inizialmente il cotechino era un cibo per poveri, mentre oggi è uno dei piatti più apprezzati in tutta Italia, soprattutto nella sua versione modenese tradizionale, cioè accompagnato al purè di patate.

Il pasto è bene che termini con frutta secca ed uva. Secondo la tradizione è importante avere l'uva in tavola il giorno di Capodanno perché "chi mangia l'uva per Capodanno conta i quattrini tutto l'anno". L'origine del detto è presto spiegato: se il viticoltore riusciva a serbare dell'uva raccolta per la vendemmia sino al primo giorno dell'anno nuovo, era davvero parsimonioso ed avrebbe quindi contato i soldi per tutto l'anno.

Non possono poi mancare sulla tavola le melagrane, il cui trionfo di chicchi è stato narrato da leggende in tutto il mondo e in tutte le letterature: come nel mito di Proserpina, che venne legata indissolubilmente a sé dal dio dell’Ade Plutone, dopo aver addentato una melagrana: da allora simboleggia la fedeltà coniugale.

Zampone o cotechino?
C’è da dire che tra il cotechino e lo zampone la differenza è minima e più che nell’impasto, va cercata nell’involucro che lo racchiude.

Il cotechino è insaccato nelle budella del maiale o in un contenitore artificiale, mentre lo zampone nell’involucro naturale costituito dal rivestimento dell’arto anteriore del suino, completo delle falangi distali e legato all’estremità superiore.

Menu
Che sia di carne o di pesce non importa, l’importante è che il menu sia ricco e che rispetti le tradizioni, mentre la tavola deve essere imbandita e sontuosa.

Menu di pesce:
Capesante al forno
Polpa di granchio
Crepes di rose bianche e salmone
Aragosta Newburg
Lenticchie in umido
Strudel di mele

Menu di carne:
Funghi farciti
Prosciutto crudo con melagrana e agrumi
Cannelloni alla zucca
Cotechino con le verze
Lenticchie in umido
Zuccotto

Il consiglio in più
Per cuocere il cotechino o lo zampone non precotti ricordate che occorre almeno un’ora e mezza.
Abbiate l’accortezza di bucherellarlo con la forchetta, di avvolgerlo in una tela bianca e sottile legata ai due estremi e di immergerlo in una pentola con l’acqua necessaria.
Una volta terminata la cottura, lasciatelo riposare ancora per qualche minuto nella sua acqua.
Scolatelo, tagliatelo e…BUON APPETITO!

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