Terminologia di cucina
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Dadolata
Tagliare carne, pesci, verdure, ecc. in piccoli dadi o cubi che possono
essere usati come base per confezionare portate, farcie, ecc.
Decantare
Processo che consente di separare i sedimenti da un liquido. In cucina
si decantano liquidi diventati torbidi con la cottura, filtrandoli o
versandoli lentamente in un altro recipiente dopo aver lasciato riposare
sul fondo le impurità (per esempio il burro chiarificato, l’olio
della frittura, i fondi di cottura di carne, pesce e verdura). In cantina
e a tavola si usa decantare i vini molto vecchi, per evitare che le
particelle solide presenti sul fondo della bottiglia finiscano nei bicchieri
nel momento in cui si serve. Il vino viene travasato lentamente in una
caraffa, generalmente di cristallo, interrompendo l’operazione
quando, osservando in controluce, si nota l’affluire dei primi
sedimenti. La decantazione favorisce l’ossigenazione del vino
migliorandone l’aroma.
Deglassare
Sciogliere con un liquido (vino, acqua, panna, brodo) i succhi che si
sono attaccati sul fondo di un recipiente dopo aver arrostito o saltato
un cibo (spesso la carne). Per deglassare occorre in primo luogo eliminare
i grassi di cottura, quindi bagnare le incrostazioni con il liquido
prescelto e lasciare cuocere fino a quando si saranno disciolte completamente.
Il sugo ottenuto viene utilizzato per preparare la salsa che accompagna
l’alimento cotto.
Diliscare
Togliere le lische al pesce. L’operazione viene effettuata con
un coltello molto affilato quando il pesce è crudo, con posate
di servizio quando è cotto. Se il pesce è crudo questa
operazione è seguita o preceduta, secondo comodità o a
seconda del pesce trattato, dalla eviscerazione.
Diluire
Aggiungere un liquido a una preparazione culinaria per renderla più
leggera e meno densa.
Disossare
Togliere le ossa alla carne seguendo le cartilagini che separano i muscoli
senza tagliarla. Allo scopo si utilizza un coltello a lama rigida, molto
affilato. L’operazione viene sempre eseguita sugli animali grandi
e su quelli piccoli quando si vogliono farcire (cappone, quaglie, ecc.).
Doc
Sigla che indica i vini che hanno ottenuto la Denominazione d’Origine
Controllata e vengono prodotti rispettando le norme di un codice disciplinare
stabilito per legge. Il disciplinare definisce per ogni vino DOC: le
zone geografiche di produzione, i vitigni, la tipologia del terreno
di coltivazione dell’uva, la resa dell’uva in vino, le tecnologie
di produzione e di invecchiamento, le caratteristiche del prodotto finito
(acidità, estratto secco, gradazione alcolica minima, peculiarità
organolettiche) e inoltre le eventuali qualificazioni del vino al momento
della commercializzazione. I vini DOC sono soggetti a denuncia e controllo
degli impianti viticoli e delle produzioni annuali relative.
Docg
Sigla utilizzata per indicare i vini che hanno ottenuto la Denominazione
di Origine Controllata e Garantita. Oltre ad avere tutti i requisiti
stabiliti per i DOC, i vini DOCG sono sottoposti al giudizio di una
commissione di degustazione; superata la prova vengono rilasciati al
produttore appositi sigilli ministeriali da porre su ogni bottiglia
e rompere al momento della stappatura.
Dop
Sigla indicante la Denominazione di origine protetta. E' nata nel 1992
a seguito di un regolamento CEE, è un marchio di qualità
riguardante i prodotti agricoli e alimentari che, al pari di quanto
è accaduto per i vini Doc, meritano una speciale valorizzazione.
In particolare, la Dop spetta a quei prodotti le cui caratteristiche
sono dovute essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico,
comprensivo dei fattori naturali e umani, e la cui produzione, trasformazione
ed elaborazione avvengono nell’area geografica delimitata. La
produzione degli alimenti con questa denominazione viene effettuata
secondo disciplinari di produzione. In Italia finora hanno ottenuto
la Dop prevalentemente formaggi (Asiago, Bitto, Bra, Caciocavallo silano,
Caciotta d’Urbino, Castelmagno, Canestrato pugliese, Fiore sardo,
Fontina, Formai de Mut dell’Alta valle Brembana, Gorgonzola, Grana
padano, Monte veronese, Montasio, Mozzarella di bufala campana, Murazzano,
Parmigiano reggiano, Pecorino: sardo, siciliano, romano, toscano; Provolone
Valpadana, Quartirolo lombardo, Ragusano, Raschera, Robiola di Roccaverano,
Taleggio, Toma piemontese, Valle d’Aosta Fromadzo, Valtellina
Casera); salumi (prosciutto di Parma, di San Daniele, di Modena, Veneto
Berico-Euganeo, di Carpegna, Toscano; salame di Varzi, Brianza; Speck
dell’Alto Adige; Culatello di Zibello; Valle d’Aosta Jambon
de Bosses e Valle d’Aosta Lard d’Arnad; Coppa, Pancetta
e Salame Piacentini); e qualche qualità di olio di oliva extravergine
(Aprutino pescarese, Brisighella, Collina di Brindisi, Canino, Sabina).
Dorare
Cuocere un alimento fino a che ha assunto un colore dorato in superficie.
Verdura, carne e pesce si possono far dorare rosolandoli in padella
mentre i dolci vengono dorati in forno, spennellandone la superficie
con rosso d’uovo mescolato al latte per favorire l’operazione.
Dressare
Disporre le vivande nei piatti con gusto e ordine.
Duxelles
Preparazione a base di champignon cotti e tritati usata come farcia
o come guarnizione.
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