Conoscere il Pesce
Introduzione
Pesci, crostacei e frutti di mare
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La quantità
Le cotture
del pesce
I
contorni più adatti
Gli
aromi più indicati
Quel
cattivo odore di pesce
Mantenere
il pesce caldo
Approfondimenti
sui vari tipi di pesce
Pesci, crostacei, frutti di mare
Pesci - Dalla freschezza dipende la qualità
del pesce, questa caratteristica fondamentale è riscontrabile
attraverso una serie di particolari che occorre tener presente al momento
dell’acquisto: profumo delicato e gradevole privo di sfumature
ammoniacali, aspetto complessivo sano, consistenza ben soda del corpo,
scaglie aderenti e brillanti, pelle naturalmente colorata e tesa, occhio
vivo non arrossato, branchie umide e rosa (o rosse), addome privo di
macchie o di tagli, assenza di tracce di sangue lungo la lisca.
Crostacei - Contrariamente a quella leggera vena di
durezza che c’è nel nome che li contraddistingue, racchiuso
in quei gusci c’è solo delicatezza. Il sapore, il profumo
e la bontà della polpa non hanno quasi rivali. Tutti, scampi,
aragoste, astici o gamberi di fiume, conchiglie di Saint-Jacques o cappesante,
granchi e granceole, hanno carni squisite che esigono rispetto: quindi,
cotture semplici e brevi, condimenti naturali come l’olio crudo,
purché d’oliva ed extravergine, salse calde o fredde realizzate
con ingredienti di prima qualità. Altrimenti si rischia di vanificare
la notevole spesa sostenuta. Infatti, i crostacei, soprattutto i più
pregiati come l’ aragosta o l’astice, sono senz’altro
costosi. Anche i prodotti in scatola, per esempio la polpa di granchio,
sono eccellenti e consentono molte preparazioni. La famiglia dei crostacei
è alquanto numerosa grazie anche alla presenza dei gamberi di
cui si contano numerose specie.
Comunque, tutti hanno in genere il corpo allungato, protetta nella parte
anteriore dal carapace, una specie di corazza più o meno dura
che protegge parte della testa e la parte del tronco dove sono situati
i visceri, gli occhi, le antenne e le cinque coppie di zampe. Di queste
ultime, le due in prossimità della bocca si chiamano chele e
servono al crostaceo per afferrare il cibo o per difendersi da eventuali
attacchi. La parte terminale, cioè la coda, è in realtà
l’addome ovvero la parte più prelibata protetta da una
corazza segmentata. Mentre la vera coda, quella che si apre a ventaglio,
si chiama telson. Tutti i crostacei hanno carne compatta, dal sapore
con lievi, ma percepibili e gradevoli sfumature dolci. Al momento dell’acquisto
devono essere ancora vivi. E ancora vivi devono essere al momento di
cuocerli, quando vengono tuffati nell’acqua bollente con tutto
il guscio che, proteggendo la carne dall’aggressione del calore,
la mantiene morbida e delicata. Ciò vale anche per la cottura
in padella o alla griglia. Ricordiamo che la polpa più delicata
è quella racchiusa nelle zampe e nelle antenne.
Fra i crostacei di rango, le aragoste e gli astici. Se siano più
pregiate le une o gli altri, è una di quelle eleganti diatribe
culinarie destinate a non risolversi. Del resto capita sempre così
quando gli antagonisti sono entrambi a livello di eccellenza: aragoste
e astici lo sono. Ugualmente buoni e saporiti sono i crostacei più
comuni, come le canocchie che, in genere, caratterizzano i brodetti
della costa adriatica.
Frutti di mare - Ricci, cozze, fasolari, tartufi, datteri
e altro ancora. Anche per i frutti di mare vale l’imperativo categorico
della freschezza sia che si mangino crudi sia che si mangino cotti.
Infatti, la cottura elimina i germi, ma non le eventuali tossine da
decomposizione che possono essere causa, addirittura, di avvelenamenti.
Non è una questione di allarmismo: i frutti di mare esigono prudenza,
se non si ha l’assoluta certezza della loro freschezza o della
loro perfetta conservazione nel caso delle confezioni surgelate, rimandare
l’acquisto. Per il resto, è consigliabile abbinarli con
salse leggere che non prevarichino il loro delicato sapore e sottoporli
a cotture molto rapide. Tartufi, noci di mare, cozze, cannolicchi, vongole,
canestrelli, lumachine, cappesante e potremmo continuare. Infatti, la
classificazione scientifica suddivide i frutti di mare in otto classi
con ottantamila specie diverse.
Comunque, quelle di uso più comune in cucina sono soltanto tre
e si suddividono in cefalopodi, privi di conchiglia o con conchiglia
interna come il polpo e la seppia; gasteropodi, dotati di conchiglia
a una sola valva come murici e lumachine; lamellibranchi con conchiglia
a due valve, come le vongole, le cappesante, le cozze e i peoci. Rispetto
ai pesci, la cui freschezza si controlla facilmente osservando la vivacità
dell’occhio, la lucentezza delle scaglie e la consistenza della
carne, i molluschi richiedono più attenzione e non tutti conoscono
i punti di riferimento per stabilirne la freschezza.
Ecco le principali regole per riconoscerli: le conchiglie devono essere
lucenti e assolutamente chiuse, più sono aperte più rivelano
di essere state pescate già da qualche tempo; l’odore deve
essere lieve e gradevole: se è intenso può significare
freschezza al limite del consentito; le reti in cui sono racchiuse alcune
varietà di frutti di mare devono avere il bollo sanitario che
riporta anche il nome del Paese di provenienza per il prodotto importato,
il nome in italiano e quello scientifico, la data di confezionamento
e quella di scadenza che, in alternativa, può essere sostituita
dalla dicitura i molluschi bivalvi devono essere vivi al momento dell’acquisto:
significa che, se toccati, devono ritrarsi. I frutti di mare richiedono
un’accurata e lunga pulizia sotto abbondante acqua corrente. Se
non si consumano subito, devono essere ugualmente cotti e poi conservati
con la loro acqua in frigorifero per un solo giorno.
Vedi anche
Ricette
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