Conoscere la Pasta
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I fattori qualitativi possono essere riassunti per sommi
capi in 5 punti:
Il tipo
di provenienza della semola da cui si produce il grano duro
Le caratteristiche
della semola
La lavorazione
di gramolatura, trafilatura ed essicamento
Eventuali
ingredienti aggiunti
L'igiene
di conservazione
In base alla legge del 4/7/67 n.580 la pasta di semola di grano duro
deve essere fabbricata soltanto con semola di grano duro e acqua. Qualsiasi
altra aggiunta anche se parziale di farina di grano tenero costituisce
una frode. Praticamente in Italia con la vigente legge, non e' possibile
fabbricare pasta secca con aggiunta di grano tenero se non incorrendo
nelle sanzioni di legge. Per la preparazione dell'impasto da pastificare
in genere si aggiunge un 30% di acqua alla semola, che per essere tra
le migliori dovrebbe avere particelle di dimensioni uniformi e di non
eccessiva finezza, finezza che provocherebbe, durante la lavorazione,
danni alla struttura proteica e che comprometterebbe la tenuta di cottura
della pasta stessa; per contro particelle molto grosse assorbirebbero
l'acqua in modo poco omogeneo e darebbero al prodotto una consistenza
variabile. Per preparare la pasta, ottenuto l'impasto della semola con
l'acqua ed eventualmente con altri ingredienti, si passa alla trafilatura.
La trafilatura e' una fase molto importante per ottenere una buona qualità
del prodotto e si realizza con la "trafila", un utensile particolare
che determina la forma della pasta; in pratica l'impasto viene spinto
contro la trafila che, grazie a fori sagomati, permette l'uscita della
pasta con la forma voluta. La tradizione dice che le "trafile"
sono prevalentemente di bronzo, anche se, negli ultimi decenni da parte
di molte aziende le stesse sono state sostituite con quelle in acciaio
o rivestite di teflon. I risultati sono diversi, la pasta trafilata
al bronzo presenta una superficie rugosa più adatta a trattenere
il condimento, mentre le altre presentano un aspetto più liscio
e se anche dall'aspetto più attraente trattengono meno i condimenti.
Il passaggio successivo e' l'essiccamento. L'essiccamento puo' essere
rapido oppure lento. La vigente normativa italiana prevede un massimo
di umidità della pasta secca del 12,5% quindi bisogna procedere
all'essiccamento in tunnel nei quali circola aria calda. L'essicamento
puo' avere tempi e temperature che variano a seconda del formato, dalle
sei alle ventotto ore per il tempo, e dai 40° agli 80° le temperature.
Le tendenze attuali sono quelle di aumentare le temperature e di abbreviarne
i tempi in quanto e' stoto osservato che la temperatura elevata ne migliora
le proprietà strutturali e la sua consistenza in cottura.
Guardiamo l'etichetta - Prima di acquistare il prodotto
e' consigliabile porre attenzione che sull'etichetta esista perfetta
corrispondenza tra il prodotto e le diciture dichiarate e verificare
la zona di produzione. Per decidere la pasta da utilizzare e' necessario
per prima cosa verificare il prodotto sotto il profilo organolettico
e igienico.
Una buona pasta secca deve possedere alcuni requisiti essenziali:
Confezione integra
Colore
giallo o paglierino
Aspetto
omogeneo senza macchie bianche o nere
Sapore
e odore gradevole
Assenza
di bolle d'aria
Fattura
vitrea
Assenza
di fessure o tagli
Assenza
di muffe, larve o parassiti
Assenza
di corpi estranei
La pasta
va conservata in posti asciutti e secchi.
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