Conoscere il Sale e l'Aceto
Il sale e l'aceto... sapori estremi nella cucina
Vedi anche
il
sale
l'aceto
l'aceto
balsamico
tecnica
di preparazione di aceti alle erbe ed elenco di aceti in commercio
approfondimento:
Aceto balsamico tradizionale
Se la conoscenza e l'uso dell'aceto sono antichissimi
la comprensione dei processo di aetificazione progredisce solo con il
formarsi delle conoscenze chimiche. Fu Lavoisier a comprendere che era
l'aria l'agente responsabile eli questa ulteriore fermentazione del
vino e un suo collega inglese, Humphrey Davy, dimostrò nella
prima meta dell'Ottocento che l'acetificazione è dovuta alla
trasformazione in acido acetico dell'alcol contenuto nel vino e ne scrisse
anche la formula. Fu tuttavia Pasteur a identificare il microrganismo,
un batterio del genere Acetobacter, che costituisce il componente principale
della madre dell'aceto.
L'acetificazione - L'aceto è dunque il prodotto
della fermentazione di liquidi debolmente alcolici - si può ricavare
aceto anche dalla fermentazione di succhi di frutta o cereali - anche
se la materia prima fondamentale è il vino. Tuttavia se questa
fermentazione avviene in modo spontaneo può facilmente venire
inquinata da muffe o funghi. Per evitare questi inconvenientì
e ottenere un prodotto di qualità, si procede aggiungendo del
buon aceto al mosto di uva. Esistono comunque diverse tecniche di acetificazione,
dai procedimenti industriali che producono rapidamente grandi di quantità
di aceto, alle n nate preparazioni artigiani gastronomiche, che curano
ogni fase del processo, l' ambiente di produzione e il legno usato per
i barili per produrre degli aceti straordinari. Uno dei massimi risultati
questo settore. oltre agli a di qualità prodotti con vini cellenti,
è sicuramente l'aceto balsamico.
Un processo delicato - L'aceto balsamico vanta una
tradizione antica, particolarimente radicata nei territori di Modena
e Reggio Emilia. La sua produzione era in passato a carattere familiare,
e tale è rimasta anche se in minor misura ancora oggi, poiché
molte famiglie conservano e curano la loro preziosa serie di piccole
botti e spesso condividono con gli ospiti il rito della degustazione.
Il tempo è uno dei principali ingredienti dell'aceto balsamico
insieme al mosto di uve trebbiano di vendemmia tardiva e a del buon
aceto balsamico a diversi gradi di acetificazione e invecchiamento.
Il primo anno, all'inizio dell'inverno, si versa un litro di buon aceto
balsamico in un recipiente, generalmente una botte di legno di quercia,
di gelso o di castagno, che contiene una madre dell'aceto molto attiva,
poi si aggiunge il mosto cotto di uve di trebbiano. Per questo mosto
l'uva viene lasciata a lungo nelle vigne fino ai primi freddi. Dopo
la vendemmia, si fanno fermentare i grappoli interi schiacciati per
qualche giorno, poi si filtra il mosto e si fa sobbollire a fuoco dolce
finché non si riduce della metà. A questo punto si introduce
nella botte, che deve restare aperta affinché circoli l'aria,
e l'ambiente viene mantenuto a una temperatura costante tra i 20 e i
30 °C affinché la lenta acetificazione possa prodursi. Il
secondo anno si ripete la stessa operazione con un nuovo recipiente,
ma è anche necessario rincalzare l'aceto, cioè rimettere
il liquido evaporato nel recipiente approntato l'anno precedente. Questo
rincalzo si deve fare con aceto a uno stadio di fermentazione più
avanzato di un anno. Così, prirna di rifornire di mosto il secondo
vaso, si preleva da questo l'aceto necessario per il rincalzo del primo,
poi si preleva dal terzo l'aceto necessario per il secondo e così
via. La serie deve essere composta da almeno cinque recipienti, che
significano cinque anni di invecchiamento, ma può benissimo arrivare
a venti. Nemmeno i chimici e gli agronomi riescono a descrivere con
esattezza tutte le fasi di produzione dell'aceto balsamico. Da alcune
analisi effettuate sembra che solo nella prima botte avvenga una fermentazione
significativa, mentre nelle successive fasi prevalga l'effetto dell'invecchiamento.
Ma è difficile generalizzare, anche perché aceti balsamici
provenienti da luoghi diversi e prodotti da produttori diversi presentano
caratteristiche chimiche non del tutto omogenee. Si calcola comunque
che per ottenere un litro di aceto balsamico siano necessari 50 litri
di mosto cotto e almeno cinque anni di invecchiamento. Il colore dell'aceto
ottenuto può essere bianco, rosato o rosso, a seconda del mosto
utilizzato, ma il liquido deve comunque essere limpido e brillante e
il profumo gradevolissimo, in caso contrario vuol dire che il prodotto
è avariato.
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