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I tappi
Tappi di sughero
Il tappo è una componente fondamentale per la conservazione
e l'affinamento del vino. Attualmente ne esistono diverse tipologie,
ma il sughero risulta ancora il materiale di gran lunga più diffuso
e preferito da viticoltori e consumatori, anche per lo scarso appeal
estetico (in particolare dei tappi corona) e l'insufficiente documentazione
scientifica (soprattutto per quanto riguarda i tappi in plastica) a
sostegno delle alternative presenti sul mercato.
Origini e lavorazione
Il sughero si ricava dalla corteccia di una specie piuttosto
rara di quercia (Quercus suber) diffusa prevalentemente lungo
il bacino mediterraneo occidentale e sulla costa atlantica dell'Europa
meridionale. Per poter estrarre questo materiale bisogna asportare una
prima volta la corteccia dell'albero quando questo raggiunge i 25 –
30 anni di età, facendo attenzione a non danneggiare il legno
sottostante (operazione denominata “demaschiatura”). La
corteccia così ottenuta non è però utilizzabile
per la produzione di tappi. Nell'arco dei 9 – 10 anni successivi
la corteccia si rigenera ed è possibile a questo punto iniziarne
la raccolta utile, che avviene circa una volta ogni 10 anni per pianta.
Le piante da sughero non vengono infatti abbattute durante la
raccolta, anzi, sono conservate come un bene prezioso visto
che rimangono produttive fino ai 200 anni di età circa. Gli “scorzini”
(come vengono chiamati i raccoglitori di corteccia) incidono con attrezzi
particolari la superficie dell'albero senza danneggiarne gli strati
sottostanti. La materia prima viene lasciata all'aperto per un periodo
piuttosto lungo (dagli otto mesi ai tre anni circa) durante il quale
viene depurata ed essiccata dagli agenti atmosferici in modo da essere
pronta per la lavorazione. A seguito di un lungo processo di selezione
vengono prima scartati i materiali scadenti (aggrediti da muffe o insetti)
utilizzati nell'industria calzaturiera o nell'edilizia, e quindi isolate
le cortecce più sottili, destinate a essere macinati, costituendo
così la base per i tappi agglomerati (costituiti
appunto da granuli di sughero uniti con uno speciale collante, sono
considerati prodotti di qualità inferiore) oppure trasformati
in rondelle per la realizzazione di tappi di seconda qualità
(detti anche birondellati o tecnici)
simili ai tappi agglomerati con l'aggiunta di due cilindri di sughero
intero (rondelle) alle estremità. Queste due categorie (le più
economiche) non sono idonee ai vini destinati all'invecchiamento, visto
che con il passare dei mesi si potrebbero verificare contatti tra il
vino e il collante oppure un passaggio eccessivo d'aria all'interno
della bottiglia, eventi che comprometterebbero in maniera irreversibile
la qualità del vino. I tappi birondellati sono comunque piuttosto
adatti a vini ad elevata fermentazione o molto frizzanti, dal momento
che sono in grado di resistere in maniera soddisfacente alla pressione
interna alla bottiglia.
I materiali migliori vanno a costituire i tappi di prima scelta (o monopezzo),
di diversa lunghezza a seconda della qualità e delle necessità
di affinamento del vino per il quale saranno utilizzati. Si passa quindi
al lavaggio, all'eventuale stampa (con inchiostri atossici oppure tramite
marcatura a fuoco) con il marchio del produttore e infine al controllo
di qualità, effettuato con vari strumenti che vanno dagli scanner
ottici ai getti d'aria compressa. I tappi monopezzo sono piuttosto costosi,
ma sono gli unici idonei all'invecchiamento prolungato e al mantenimento
delle qualità peculiari di vini prestigiosi e particolari, dato
che le qualità particolari del sughero fanno sì che l'aria
passi attraverso il sughero in misura limitata (quanto più il
tappo è lungo tanto più lento è il processo) garantendo
un'ossigenazione limitata e costante al prezioso liquido contenuto nella
bottiglia.
- Tappi di sughero
- Sughero
e plastica a confronto
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