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I vini degustati

Due sono i vini che mi sentirei di consigliare, di due annate differenti: il primo è il Dolcetto d’Alba Roussot 2003 dell’azienda Francesco Rinaldi & Figli, di Alba, che produce anche Baroli crus (Cannubbio e Brunata), Barbaresco, ma anche Grignolino, Barbera e Nebbiolo d’Alba Doc.
L’uva viene raccolta manualmente verso la fine di settembre, la fermentazione avviene in vasche di acciaio inox per 10 giorni e, dopo alcuni rimontaggi, viene travasato in botti di grandi capcità di Rovere di Slavonia per alcuni mesi.
Al naso risulta avere un’ìottima complessità per la tipologia, con spezie di chiodi di garofano e pepe a cui si affiancono fiori e frutti rossi. Tannino ancora in evidenza rispetto alle altre componenti, ma comunque non aggressivo o addirittura fastidioso, paramentro questo poi che in abbinamento col giusto piatto, sarebbe in equilibrio.
Ottimo il finale gust-olfattivo.
Prezzo franco cantina 7 euro circa

Il secondo vino è il Dolcetto d’Alba Superiore Feyles 2001, dell’azienda Fratelli De Nicola di Monforte d’Alba. Anche in questo caso i profumi sono complessi ed quilibrati, simili al precedente, con una bella fusione di spezie, fiori (viola in particolare) e frutti rossi. Forse l’alcol in questo campione è lievemente sopra le righe e lo penalizza rispetto al Dolcetto di Rinaldi in finezza. In bocca è ben quilibrato in tutte le sue componenti, con una buona, ma non ottima, persistenza retro-gusto olfattiva. Da sottolineare l’interessante prezzo franco cantina: 4.20 euro. Da notare la scelta controcorrente rispetto a tutti gli altri vini degustati: il 2003 era ancora un prelievo dalla botte e non ancora in commercio. In effetti dopo l’assaggio è comprensibile la scelta, il vino al naso è sbilanciato ancora su sentori caramellosi di frutta rossa e su quelli donati della botte, non amalgamati insieme, mentre in bocca i tannini sono ancora graffianti e troppo astringenti.
Alla mia domanda circa la scelta un po’ controcorrente rispetto ai colleghi presenti, il produttore mi risponde che “non forza i tempi e mette in vendita i vini quando realmente sono pronti”.
Sicchè oggi vende ancora il 2001, il 2003 non sa ancora quando sarà pronto per l’imbottigliamento, il 2002 ha preferito non imbottigliarlo perché non all’altezza.

Qui di seguito altre ecco alcune brevi note circa agli altri Dolcetti degustati:

Marchesi di Gresy Tenuta Cisa Asinari
Dolcetto d’Alba 2003
Carico nel colore ed intenso al naso, morbido e “piacione” in bocca per l’uso della barrique, anche se non stucchevole per questo, finale ammandorlato.

Tenuta Longasco
Dolcetto d’alba 2003 Vigna Miclet
Naso minerale e floreale di viola, ma palato totalmente asfaltato da un tannino dirompente e sinceramente fuori registro, non pronto sicuramente.

Rizzi
Dolcetto d’Alba 2003
Naso con qualche difetto dovuto a sentori di gomma e animale, corto e magro in bocca.

Prunotto
Dolcetto d’Alba Mosesco 2003

Fruttato ed etereo nei profumi, amarognolo e tannico in bocca, meglio al naso comunque che non in bocca, ma ci si aspettava qualcosa di più da un’azienda tanto rinomata e per di più dal suo dolcetto di punta, non proprio regalato nelle enoteche (12 euro circa).

Mossio
Dolcetto d’Alba 2003 Piano delli Perdoni
Naso fine di fiori e frutti rossi, equilibrato in bocca con tannini equilibrati, forse un po’ poco persistente, ma interessante.

Bricco Caramelli 2003
Caramella e sapone ai fiori, in bocca sostanzialmente identico al precedente.

Grimaldi
Dolcetto di Diano D’Alba 2003 Sorì Montegrillo

Naso di fiori, ammandorlato il finale, corretto con persistenze discrete.

Pecchinino
Dolcetto di Dogliani 2003 Sorì Jermu

Naso stupefacente per me, come per chi mi stava affianco in quel momento, di netta crosta di pane, con i sentori della tostatura ben presenti ed il frutto che stenta a venire fuori. Morbido in bocca ma con un corpo magro. Totalmente atipico se non caricaturale di qualcos’altro, alla cieca mai avrei pensato ad un dolcetto.

Scarpa
Dolcetto d’Acqui 2003 La selva di Moirano

Frutto molto intenso sempe su note di caramella, spezie, alcolico e morbido. Un po’ scomposto il giudizio complessivo.

Rivetti
Dolcetto d’Alba 2003 Sito Varei
Sostanzialmente fruttato al naso con un corpo un po’ magro e persistenza discreta.

Borgogno e Abbona era accumunati, soprattuto il secondo, da un’intensa e spiacevole puzza e da un’acidità fuori controllo in bocca, il tutto sicuramente dovuto a due bottiglie difettate, sicchè è inutile dirne alcunchè, peccato perché erano due produttori da provare. Non erano comunque presenti i produttori o dei rappresentanti per loro, ma i loro vini, insieme per altro a moltissimi altri, erano ammassati in un unico tavolo con un sommelier addetto al servizio.

- Il Dolcetto
- Note di Degustazione: annata 2003
- I vini degustati


Alessandro Franceschini
Sommelier dell'Enoteca Wine & Chocolate

www.wine-chocolate.it
e-mail: foro@wine-chocolate.it

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