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Note di Degustazione: annata 2003
L’occasione è stata un banco di assaggio
organizzato a Milano da Go Wine e l’Enoteca Regionale Piemontese
Cavour di Grinzane Cavour, presso l’Hotel Westin Palace, giovedì
3 febbraio 2005, in coda all’evento “Il Dolcetto,
un piccolo grande piemontese” che nel pomeriggio aveva
visto l’alternarsi di tre incontri di discussione sul ruolo del
dolcetto in cucina e nelle enoteche.
L’annata presentata, quasi nella totalità, è stata
il 2003, con qualche prelievo da botte del 2004, e qualche campione
del 2002 e del 2001.
Prima di passare alla descrizione di alcuni dei vini degustati direi
che è bene spendere qualche parola sull’annata in questione:
il rischio, di cui molti produttori avevano parlato subito dopo la vendemmia,
era di ottenere vini poco equilibrati, poco freschi in alcuni casi,
troppo concentrati in altri.
Si disse, annata difficile e controversa, dove la mano del produttore
farà la differenza e dove soprattutto chi ha saputo lavorare
bene in vigna riuscirà a dare vini equilibrati.
E’ bene ricordare questo poiché la stampa, specializzata
e non, parlò indiscriminatamente di grandissima annata per il
2003, generalizzando come al solito, come se il clima fosse stato identico
ovunque, tralasciando il concetto essenziale di terroir,
e quindi dei singoli microclimi, dei singoli vigneti, anche all’interno
di stesse piccole aree.
Così come ultimamente molti assaggi di vini
del 2002, annata invece al contrario considerata troppo anticipatamente
negativa, invece stanno dando risultati egregi se non addirittura in
alcuni casi veramente ottimi.
Ritornando all’annata in questione, molti produttori hanno dovuto
raccogliere prima del solito le uve, altrimenti l’alcol in fermentazione
sarebbe stato difficile da tenere a bada vista la grandissima presenza
di zuccheri nelle uve di partenza, ma questo porta con sé una
non perfetta maturazione delle uve in tutte le sue componenti, specie
a quelle che donano poi finzza ed eleganza al bouquet finale del vino.
Caratteristiche queste che possono essere un problema per vini che hanno
il loro punto di forza nella fragranza e nella facile capacità
di beva, fattori da non sottovalutare in genere ed in particolare per
un vino come il dolcetto.
Direi che gli assaggi hanno confermato molte previsioni: tannini
in alcuni casi troppo aggressivi, tanto che in alcuni casi c’era
da stupirsi che il vino fosse già in vendita e non ancora un
campione prelevato dalla botte ed in via di affinamento, spesso concentrazioni
di colore molto fitte, poca freschezza a scapito di una beva impegnativa
e non sostenuta da un’altrettanto grassezza del corpo del vino.
Vini insomma che in alcuni casi sono sembrati poco equilibrati.
Capitolo legno: qui le note sono, finalmente, senz’altro
positive, tranne in alcuni casi, sempre ahimè presenti, con vini
quasi caricaturali che cercano di somigliare a qualcos’altro che
non sono, non saranno e non dovrebbero neanche mai cercare di essere.
In linea generale sono stati pochi gli assaggi dove la componente apportata
dal legno sia stata coprente: ben presenti quindi quasi sempre i profumi
floreali e fruttati, nonchè la mandorla, altro tratto caratteristico
di alcuni dolcetti. Sulla finezza invece potremmo avere delle perplessità:
alcol in abbondanza in alcuni casi, sentori tendenti al caramelloso
in altri.
La tentazione sarebbe quella di nascondersi dietro un generale: non
sono ancora pronti. In molti casi non è sbagliato affermarlo,
ma ciò che lascia perplessi circa la capacità in un breve
periodo di equilibrarsi è la poca freschezza gustativa di molti
assaggi, quindi la mancanza di quella vena acida che rende piacevole
la bevibilità dei dolcetti.
- Il Dolcetto
- Note di Degustazione: annata 2003
- I vini degustati
Alessandro Franceschini
Sommelier dell'Enoteca Wine & Chocolate
www.wine-chocolate.it
e-mail: foro@wine-chocolate.it
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