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Conosciamo insieme tre vini californiani - Come abbinarli?

Siamo di fronte a vini che hanno un tenore alcolico elevato, intensità nei profumi, morbidezza in bocca. Nel cibo dovremo necessariamente avere, in pari misura di intensità, succulenza, per contrastare adeguatamente l’alcool, persistenza per adeguarci a quella dei vini ed infine ottima sapidità nelle nostre preparazioni per contrastare la morbidezza. Per quest’ultimo aspetto non avremo problemi con eventuali tendenze acide o amarognole dovute all’uso di pomodori o cotture alla brace. Per i rossi quindi quindi l’ideale accompagnamento sono carni al sangue legermente scottate alla griglia, speziate, accompagnate magari da qualche salsa a nostro piacimento. Col bianco possiamo tranquillamente dirigerci anche su carni bianche oppure su preparazioni di pesce elaborate, intense nei profumi e ben condite.
Per concludere due le considerazioni: non bisogna confrontare questi vini con quelli europei, che a parità di pratiche di cantina, pensiamo all’uso delle piccole botti con legni nuovi, giocano più sulla complessità olfattiva che non sull’intensità e la concentrazione nei colori. Il clima californiano, a parità di latitudine, è simile a quello che si trova in Italia da Napoli in giù, caldo, torrido in alcuni casi, poche piogge, molto sole e quindi grande concetrazione zuccherina che poi si trasforma in alcool nel vino. Nello stesso tempo ottima intensità di profumi, dovuta allo sbalzo termico giorno/notte presente a Sonoma, che agevola la formazione e l’intensità dei profumi nel vino, specialmente nelle zone vicine all’oceano pacifico, che sono le più vocate.
La seconda considerazione che mi viene in mente è l’abbinamento con il cibo: tempo fa, confrontandomi con una sommelier americana, notavo come tutto ciò che per me era intenso nei profumi per lei lo era solo abbastanza, idem per quanto riguarda la morbidezza. La sensazione di freschezza dovuta all’acidità era avvertita in modo diametralmente opposto nel mio caso, ciò che per me era giustamente fresco per lei era eccessivamente acido. Come mai? Me lo spiegò lei chierendomi un’aspetto sul quale non avevo mai focalizzato la mia attenzione: il suo palato, a causa di abitudini alimentari diverse dalle mie, è allenato a mettere in evidenza le morbidezza e l’intensità dei profumi nei vini e quindi anche i cibi si adeguano a queste caratteristiche. Ecco perché abbiamo un diverso grado di considerazione dell’intensità del profumo di un vino: ciò che per me è quasi un pugno sul naso per lei è la normalità, ciò che cerca in un vino. Certo, da buon europeo, in un vino io non cerco a tutti costi intensità mostruose, ma piuttosto complessità interessanti, eleganza piuttosto che potenza. Da questo punto di vista dei tre vini degustati, quello che maggiormente si avvicina a queste caratteristiche è lo chardonnay, anche se comunque la marcata morbidezza è un timbro tipco dei vini californiani, ma anche di molti vini europei che per motivi commerciali cercano di andare verso questi gusti.
Ultimo tabù sfatato: anche i grandissimi produttori in termini di dimensioni, industriali nelle tecnologie, se vogliono sanno tranquillamente fare vini impegnativi, criticabili magari sotto alcuni punti di vista, ma sicuramente affascinanti. Sicuramente questi vini sono un ottimo punto di partenza per poi indagare i vini di qualità di altre famose aziende californiane.

Alessandro Franceschini
Sommelier dell'Enoteca Wine & Chocolate

www.wine-chocolate.it
e-mail: foro@wine-chocolate.it

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